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FESTIVAL DI ROMA Extra-Selezione Ufficiale

Sangue, intrighi e corruzione nella The Red Riding Trilogy

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Tra le punte di diamante della quarta edizione del Festival di Roma si inserisce con merito The Red Riding Trilogy, nella sezione Extra ma congiunto alla selezione ufficiale come evento speciale. E il termine “speciale” qui acquista più valori aggiunti. A partire dall’originalità del progetto che, prodotto da Channel 4 per la programmazione televisiva, ha riscosso tali consensi in madrepatria da meritarsi l’attenzione dei festival cinematografici internazionali nonché dei distributori theatrical di vari territori, inclusi gli USA.

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In effetti The Red Riding Trilogy è un “oggetto” unico nel suo genere. Costituito da tre film dai titoli emblematici - 1974, 1980 e 1983 in riferimento agli anni di ambientazione - e girati da tre registi diversi - rispettivamente Julian Jarrold, James Marsh e Anand Tucker – con tecniche diverse - Super 16mm, 35mm e Red Camera HD – il trittico si ispira liberamente ai celebri romanzi di David Peace, che a sua volta si rifanno agli efferati crimini dello “squartatore dello Yorkshire”: 13 donne uccise nel corso degli anni ’70.

La trilogia televisiva paradossalmente mostra splendore e raffinatezza nell’uso del linguaggio cinematografico, nettamente superiore a molti film per il cinema suoi contemporanei. I tre registi, benché autonomi e molto personali sia nello sguardo che nei punti di vista adottati, si sono fatti carico dell’unità di fondo costituita dall’opus romanzata, che è tra i più acclamati e potenti lavori di letteratura criminal-poliziesca britannica, accostabile a quelli dell’americano Ellroy.

Con efficace contrappunto delle tonalità di grigi, verdi e mattone dell’atmosfera dello Yorkshire anni ’70 inizi ‘80, i film non esitano a mostrare violenze ben poco sfumate agli occhi dei sudditi di sua Maestà, ma soprattutto intrighi e corruzione della polizia dell’epoca. Includendo riferimenti alle gravi problematiche sociali dell’epoca. Un sottotesto sociologico dunque, parzialmente storico e molto psicologico. Ma soprattutto tre lavori similmente belli nelle loro differenze. Due gli attori comuni ai tre i film, David Morrisey nei panni del poliziotto Maurice Jobson e Peter Mullan in quelli di Martin Laws. La Gran Bretagna televisiva ha goduto della visione della Trilogy apparsa solo una volta in sala, seppur con successo. Theatrical sarà invece la distribuzione in vari territori, almeno nelle intenzioni della produzione. Ed è notizia confermata che Ridley Scott stia lavorando sulla serie – che inizialmente doveva comprendere 4 film ridotti a 3 per il budget – condensata in un unico film, solo per il cinema (leggi l’articolo).

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