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CANNES 2010 SIC / Svezia

Sound of Noise, percussioni in libertà

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Sound of Noise, percussioni in libertà

A dieci anni da Songs from the Second Floor di Roy Andersson, un altro UFO svedese, Sound of Noise [+leggi anche:
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scheda film
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degli esordienti Johannes Stjärne Nilsson e Ola Simonsson, è atterrato ieri sulla Croisette, accolto fra gli applausi alla sua anteprima mondiale alla Semaine de la Critique.

I milioni di utenti di Youtube che avevano già visto il loro corto Music for One Apartment and Six drummers (in corsa per la Palma d’Oro a Cannes 2001) saranno felici di ritrovare di nuovo insieme i sei eccentrici batteristi — cinque uomini e una donna — che utilizzano gli oggetti quotidiani per fare musica, con risultati molto comici.

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Se nel cortometraggio i sei personaggi irrompevano in un appartamento e nella pace del luogo con drum session improvvisate, qui i batteristi — guidati dalla tostissima bionda Sanna —terrorizzano un’intera città perché i cittadini suonano “una musica da schifo”. Non è però il caso di Amadeus Warnebring, poliziotto solitario con qualche problema d’udito, che per catturarli dovrà superare il suo odio per la musica.

Il primo attacco musicale di questi anarchici, “Doctor, Doctor, Gimme Gaz”, parla di un paziente d’ospedale: un superbo presentatore televisivo con le emorroidi viene portato dal gruppo in una sala operatoria, dove sarà addormentato con una selvaggia sessione di percussioni sul corpo. Il secondo attacco è portato a una banca, dove gli anarchici distruggono le banconote pigiando i tasti delle calcolatrici. Il terzo avviene fuori da una sala concerti, con il solo obiettivo di suonare, mentre il quarto è un assalto al sistema elettrico cittadino. Ma come suggerisce il titolo della quarta missione, “Electric Love”, l’amore entra nel gruppo quando Amadeus, innamorato di Sanna, la seduce con un suo pezzo musicale col quale neutralizza la band.

I registi mischiano ad una struttura narrativa classica — il buono contro i cattivi — un mondo musicale di grande inventiva, creando un effetto molto destabilizzante. I primi tre capitoli riescono a tenere la tensione e l’interesse nei confronti di una storia concettuale, ma il film sembra perdere il suo ritmo con l’introduzione dell’elemento sentimentale.

Del gruppo dei cinque batteristi professionisti, Anders, dalla formazione classica e un look da impresario delle pompe funebri, è il più divertente, ma sono credibili anche le performance degli attori Bengt Nilsson e Sanna Person. I risultati migliori del film sono però la colonna sonora e il costante gioco fra suoni reali, suoni percepiti e visione dei suoni.

(Tradotto dall'inglese)

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