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CANNES 2010 Quinzaine des réalisateurs

Pieds nus sur les limaces, un inno alla gioia

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Dopo una serie di film dalle tematiche per lo più cupe, la Quinzaine cannense ha scelto per la sua chiusura, stasera, un film colorato, bucolico e solare fin dalle sue prime immagini: Pieds nus sur les limaces [+leggi anche:
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. Questo secondo lungometraggio di Fabienne Berthaud, adattamento per mano della regista (in collaborazione con Pascal Arnold) del suo omonimo romanzo, racconta la storia di una sorella maggiore giurista e cittadina, Clara (interpretata con molta freschezza da Diane Kruger, già nel cast del primo film di Berthaud, Frankie), che si ritrova a occuparsi della sua stravagante e campagnola sorella minore Lily (impersonata da una Ludivine Sagnier che ha raramente mostrato la sua maturità d'attrice con tanta vitalità) dopo la morte improvvisa della loro madre.

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Lily è un po' "matta", o almeno ha una mente fertile e una disarmante spontaneità infantile che la gente interpreta come scoraggiante imprevedibilità. Tra il tacchino che le fa compagnia, la sua mania di mettere roditori morti nel congelatore per farne divertenti oggetti in pelliccia e la sua tendenza a dire in faccia verità scomode (che fanno molto ridere il pubblico e hanno un effetto liberatorio su alcuni personaggi), Lily non è attrezzata per vivere nella nostra società (in città, le manca l'acqua e l'aria), cosa che la rende vulnerabile agli occhi degli altri. Fa prendere più di uno spavento a Clara – in particolare quando scappa o quando si concede generosamente e senza complessi (come tutto quello che fa) a tre ragazzi del vicinato – e sembra di fatto un peso.

La prima parte del film sottolinea la distanza tra gli universi delle due sorelle. Da una parte c'è Lily, dall'altra Clara e tutti gli altri, cosa che la prima spiega ironicamente ricordando come i loro defunti genitori fossero convinti che per riuscire nella vita bisognasse studiare o legge o medicina: "Clara ha fatto legge e io medicina, ma dalla parte del paziente!". Poco a poco, però, emerge che la sorella maggiore, per quanto inquadrata nella società, non è poi così soddisfatta come sembra. La vitalità di Lily è forse indice di saggezza. O almeno sembra.

La vita è così dolce quando le due sorelle sono insieme e folleggiano nell'acqua come due bionde fatine. Quando tre nomadi arrivano con il loro camper pieno di gingilli, con la loro vita spensierata, semplice e serena come quella di Lily, non si ha più l'impressione che lei sia matta. Vi è come un ordine nella fantasia della giovane donna, nel modo in cui riempie il mondo di colori scintillanti (facendo della tomba di sua madre un inno alla gioia, contro il parere del prete locale, e della foresta un luogo incantato). Forte di scenografie e costumi assolutamente formidabili, Pieds nus sur les limaces è un banchetto che, come quello che improvvisano i tre nomadi per le due sorelle, ha l'aspetto ideale che tutti sognavano ai tempi delle comunità hippie. E forse erano loro ad avere ragione.

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(Tradotto dal francese)

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