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FESTIVAL Polonia

I maestri e la prospettiva dei bambini

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Benché la 35ma edizione del Festival del Cinema Polacco di Gdynia (articolo) abbondi di film di giovani registi (leggi la news), la competizione ufficiale include anche una serie di nuovi titoli di registi affermati.

Tra quelli più interessanti, sono da citare gli ultimi lungometraggi di Feliks Falk e Jan Jakub Kolski. Entrambi i registi ambientano le loro storie all'epoca della Seconda guerra mondiale. Joanna [+leggi anche:
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di Falk è basato su un testo - ha sottolineato il regista in conferenza stampa - scritto di getto, in modo spontaneo, su richiesta di Michał Kwieciński di Akson Studio (produttore del film). "Vi è forse qualcosa di metafisico nel fatto che questa sceneggiatura, scritta così rapidamente, non abbia avuto successivamente bisogno di correzioni importanti, né di cambiamenti, che sia stata realizzata così com'era", ha precisato Feliks Falk. Joanna (il personaggio del titolo), interpretata da Urszula Grabowska, è una pianista che nasconde nella sua casa una ragazzina ebrea e che, per proteggerla, si lega a un ufficiale tedesco. La forza di questa storia intima, raccontata con molta finezza, proviene probabilmente dalla sua autenticità: Falk si è infatti ispirato alla storia vera di una ragazza ebrea di Cracovia.

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Venice [+leggi anche:
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di Jan Jakub Kolski trasporta invece lo spettatore nel paese dei sogni, se confrontato alla cruda realtà della guerra. Anche in questa storia, adattata dalla prosa di Włodzimierz Odojewski, l’attenzione dello spettatore è rivolta verso il destino di un bambino. Marek, 12 anni (Marcin Walewski), rimane molto deluso dal fatto che non può più partire, a causa dello scoppio della guerra, per Venezia con i suoi genitori. Rifugiatosi con sua madre in una vecchia casa di provincia, ricostruisce così la Venezia dei suoi sogni in una cantina allagata. Le immagini molto intime di Artur Reinhart (esperto nell'arte di filmare i bambini e noto per la sua collaborazione con Kędzierzawska), oltre che la sensibilità e il senso della poesia della regia, fanno di questo film un'opera che permette a Kolski di consolidare la sua fama di maestro del "realismo magico" polacco.

Il mondo visto dalla prospettiva dei più piccoli è il marchio di fabbrica di Dorota Kędzierzawska (Nothing, I Am), che ha presentato a Gdynia Tomorrow Will Be Better. Il film racconta di bambini russi senzatetto che tentano di uscire dallo stato brado e trovare la felicità in Polonia. La direzione della fotografia è firmata da Artur Reinhart. Prodotto da Kid Film, questo lungometraggio sostenuto dal Polish Film Institute è coprodotto da Pioniwa Film, The Chimney Pot, Non Stop Films services e Film Illumination.

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(Tradotto dal francese)

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