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FESTIVAL Polonia

I Leoni d'Oro a The Little Rose

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I Leoni d'Oro a The Little Rose

Il regista Jan Kidawa-Błoński e il produttore Włodzimierz Niderhaus si sono aggiudicati sabato con The Little Rose [+leggi anche:
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(Różyczka - leggi l’articolo) il gran premio (i Leoni d’Oro) del 35mo Festival del Cinema Polacco di Gdynia. Il palmarès di questa edizione è stato segnato anche dal mancato riconoscimento per Mother Therese of Cats di Paweł Sala (news), considerato il favorito della competizione dopo aver suscitato molte emozioni e dibattiti.

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Ricompensato anche nelle categorie dell'attrice protagonista (Magdalena Boczarska) e del suono (Wiesław Znyk e Joanna Napieralska), The Little Rose racconta un'appassionata relazione tra un noto scrittore (Andrzej Seweryn) e una giovane donna impegnata parallelamente in un rapporto ambiguo con un agente segreto. Il film di Jan Kidawa-Błoński, che esplora i meccanismi dello spionaggio politico e della manipolazione utilizzati ai tempi del comunismo, è uscito il 12 marzo scorso nelle sale polacche.

La statuetta dei Leoni d'Argento è andata a Marcin Wrona e al duo di produttori Leszek Rybarczyk - Marek Rudnicki per The Christening [+leggi anche:
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intervista: Marcin Wrona
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(Chrzest), che esplora il "lato umano" dei gangster e che è valso a Wojciech Zieliński e Tomasz Schuchardt un premio ex aequo come migliori attori. Il lungometraggio si è aggiudicato anche la vittoria per il montaggio (Piotra Kmiecik).

Joanna [+leggi anche:
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di Feliks Falk (news) è il titolo che ha ricevuto il maggior numero di premi: regia, sceneggiatura, costumi (Magdalena Biedrzycka) e trucco (Iwona Blicharz). Il premio speciale della giuria è stato attribuito a Janusz Majewski per The Rite of Passage (Mała matura 1947), mentre Venice [+leggi anche:
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(Wenecja) di Jan Jakub Kolski (articolo) è ripartito da Gdynia con le statuette del miglior attore esordiente (Marcin Walewski), delle migliori immagini (Artur Reinhart) e della migliore scenografia (Joanna Macha). Infine, il titolo di migliore opera prima è stato assegnato a Erratum di Marek Lechki, mentre Janusz Morgenstern ha ricevuto un riconoscimento alla carriera.

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(Tradotto dal francese)

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