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FILM Paesi Bassi / Belgio

C’est déjà l’été: realismo senza compromessi

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C’est déjà l’été: realismo senza compromessi

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è stato come una doccia fredda per gli spettatori del Brussels Film Festival scaldati al sole splendente dell'estate brussellese. In immersione totale, Martijn Smijts, giovane regista olandese, ha portato il suo sguardo nel cuore di Seraing, improbabile location descritta prima di lui dai Dardenne. Venuto dal documentario, Smijts fa poche concessioni alla finzione, e installa la sua cinepresa presso una famiglia in pieno decadimento.

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Jean, il padre, e Benjamin, il figlio, sono paralizzati dalla solitudine. La madre se n'è andata. Marie, la figlia, si stordisce di alcol, sesso e scorribande notturne, per dimenticare che non ha più vent'anni e ha già un bambino il cui padre è in prigione. Jean nasconde di essere disoccupato, come se fosse una malattia di cui vergognarsi. Vagabonda per le strade con il suo furgone, alla ricerca di un po' di calore, possibilmente umano. Benjamin marina la scuola, e quando il professore si preoccupa per le sue assenze, non sa gestire se non con la violenza questo segno di interessamento e di affetto.

C’est déjà l’été analizza al microscopio l'inevitabile, come una rivisitazione al limite del documentario del determinismo sociale ed ereditario caro a Zola. I ritratti che fa delle famiglie di Seraing nei titoli di coda conferiscono ancora più realismo. Non c'è speranza qui, malgrado la riunione finale, e forse è questo che differenzia maggiormente questo film dal lavoro dei Dardenne.

C’est déjà l’été indignerà alcuni spettatori, che si sentiranno soffocare da tutta questa miseria; altri si lasceranno trascinare dalla cupezza raggelante e dall'interpretazione incredibilmente autentica di Patrick Descamps (uno dei pochi attori professionisti del film, circondato da un cast di amatori più veri del vero). C’est déjà l’été è stato inoltre scelto dalla Commissione europea come vincitore del premio dell'Anno europeo della lotta contro la povertà e l'esclusione sociale. Prodotto da De Productie e Tarantula Belgique, il film fa parte del programma "De Verbeelding", progetto comune del Netherlands Film Fund e della Fondazione Mondrian.

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(Tradotto dal francese)

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