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DISTRIBUZIONE Spagna

La produzione spagnola sfodera i suoi pezzi forti

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Una delle costanti degli ultimi anni è la quasi totale concentrazione dei successi del cinema spagnolo nella parte finale dell'anno. Sei delle sette pellicole più riuscite del 2009, ad esempio, sono uscite tra settembre e dicembre, registrando in questi mesi il 64% degli incassi (leggi la News). L'autunno è il periodo preferito dall'industria per lanciare i suoi prodotti più forti, come Ágora [+leggi anche:
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e Planet 51 [+leggi anche:
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l'anno scorso, El orfanato [+leggi anche:
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e Rec [+leggi anche:
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intervista: Jaume Balagueró, Paco Plaza
intervista: Julio Fernández
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nel 2007, e Alatriste [+leggi anche:
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e Il labirinto del fauno [+leggi anche:
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nel 2006.

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Considerando le uscite in programma nei prossimi mesi, quest'anno potrebbe essere lo stesso. Proprio quello che ci vuole per un cinema spagnolo i cui risultati nei primi otto mesi del 2010 hanno oscillato tra una deludente mediocrità (El mal ajeno [+leggi anche:
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, Pájaros de papel [+leggi anche:
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, Tensión sexual no resuelta [+leggi anche:
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) e il disastro vero e proprio (Habitación en Roma [+leggi anche:
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intervista: Julio Medem
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, La herencia de Valdemar [+leggi anche:
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, Rabia [+leggi anche:
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), con l'unica eccezione del fortunatissimo Que se mueran los feos [+leggi anche:
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di Nacho García Velilla (leggi la news).

I nuovi film in uscita hanno come denominatore comune l'apertura al mercato estero, sia attraverso la coproduzione che attraverso l'approccio visivo e narrativo, e la proiezione internazionale. Un aspetto, questo, che tutti gli esponenti dell'industria ribadiscono essere la chiave per il futuro del cinema spagnolo. E' su questo pilastro che poggiano i lavori sia di registi affermati (De la Iglesia, Bollain, Fernando León) che di giovani talenti (Rodrigo Cortés, Chapero-Jackson, Eugenio Mira, Achero Mañas, Guillem Morales, Fernando González Molina, Borja Cobeaga), oltre a varie coproduzioni maggioritarie dirette da autori come Woody Allen e González Iñárritu.

Da qui alla fine dell'anno, saranno sugli schermi tredici produzioni spagnole di livello, da Incontrerai uno sconosciuto alto e bruno di Woody Allen (28 agosto) a No controles di Borja Cobeaga (24 dicembre - leggi la news), passando per Lope di Andrucha Waddington (3 settembre - leggi la news), Todo lo que tu quieras di Achero Mañas (10 settembre - leggi la news), Buried. Enterrado di Rodrigo Cortés (I ottobre - leggi la news), Agnosia di Eugenio Mira (8 ottobre - leggi la news), Amador di Fernando León (8 ottobre - leggi la news), Los ojos de Julia di Guillem Morales (29 ottobre - leggi la news), Tres metros sobre el cielo di Fernando González Molina (3 dicembre - leggi la news), Biutiful [+leggi anche:
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di Alejandro González Iñárritu (3 dicembre - leggi la news), e Verbo di Eduardo Chapero-Jackson (17 dicembre), oltre a Balada triste de trompeta di Álex de la Iglesia (leggi la news) e También la lluvia [+leggi anche:
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intervista: Icíar Bollaín
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di Icíar Bollaín (leggi la news), la cui data di uscita è ancora da definire.

Una selezione di film molto solida che incarna le principali virtù del cinema spagnolo contemporaneo, ossia la varietà (commedie, cinema di genere, dramma sociale), l'impeccabile fattura tecnica e l'innovazione visiva e narrativa, che continua ad attrarre l'interesse delle principali manifestazioni cinematografiche (Toronto presenterà otto di queste pellicole e De la Iglesia concorrerà per il Leone d'Oro di Venezia).

Inoltre, va aggiunta una serie di produzioni più modeste, che potrebbero tuttavia riservare qualche gradevole sorpresa, come il film del terrore La posesión en Emma Evans di Manuel Carballo (17 settembre), El gran Vázquez di Óscar Aibar (24 settembre), Di Di Hollywood di Bigas Luna (15 ottobre), il film d'animazione in 3D La tropa de trapo di Álex Colls (29 ottobre) e la commedia romantica paneuropea Bon Appétit [+leggi anche:
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di David Pinillos (12 novembre - leggi la news).

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(Tradotto dallo spagnolo)

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