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VENEZIA 2010 Venice Days / Francia

Blier, la speranza nella lunga lotta contro la morte

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Blier, la speranza nella lunga lotta contro la morte

La settima edizione dei Venice Days della 67ma Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia si è aperta con The Clink of Ice [+leggi anche:
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dell’affermato Bertrand Blier, commedia cupa ma ottimista su un uomo che si trova letteralmente faccia a faccia con la sua malattia mortale.

La star francese Jean Dujardin è Charles Faulque, scrittore alcolizzato che non esce mai senza la sua bottiglia di vino ed un secchiello di ghiaccio tintinnante. Lavoro e matrimonio sono falliti da molto tempo, e a peggiorare le cose, anche la sua salute non va: un tumore al cervello (Albert Dupontel, altra star della commedia francese) si presenta un giorno alla sua porta. Il tumore è fastidioso, parla troppo e vuole restare con lui, fino al giorno in cui Charles non deciderà di prendere a calci il secchiello.

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Le cose sembrano migliorare quando la domestica Louisa (l'eterna sentimentale Anne Alvaro) gli dichiara il suo amore, ma è anch’essa visitata dal suo tumore (Myriam Boyer). Le malattie portano loro beneficio: Charles, dalla creatività bloccata, genera un tumore al cervello e la solitaria Louise, senza uomini da molti anni, genera un tumore al seno.

Nell’incontro con la stampa dopo la proiezione, Blier ha ammesso che un tema così cupo come la morte non è ben accetto nel cinema francese: “Ai francesi non piace parlare della morte”, ha dichiarato. “È un tema più abituale per l’Europa settentrionale, per gli svedesi, Bergman. Ma visto che nella battaglia contro la morte perdiamo tutti, allora possiamo solo riderne per rendere le nostre vite il più lunghe e buone possibile”.

E questo è ciò che Charles e Louisa sperano di fare, superando in astuzia i loro nuovi compagni e dimostrando che il tumore di Charles sbaglia quando insiste nel dire che il male vince sempre. Di fatto, più gli uomini combattono più irritano i loro tumori. Che iniziano a fare loro dispetti – non vogliono che la gente resti attaccata alla vita.

Alvaro, che ha accompagnato il regista ed il film al Lido, ha dichiarato che girare il film è stata un’esperienza semplice: “Quando hai la fortuna di trovare una bella storia e una bella sceneggiatura, con un regista e un cast simili, devi solo fare il tuo compito di attore. Ho girato le mie scene in sequenza, per entrare lentamente nel ruolo e innamorarmi lentamente”.

Il finale ottimista è aperto, e sostiene quello che sembra essere il credo di “The Clink of Ice,” il cinema di Blier e l’esistenza stessa, come Charles dice a suo figlio: “La vita a volte è meravigliosa, a volte è uno schifo”.

The Clink of Ice è stato prodotto da Thelma Films e da Manchester Films, in co-produzione con Wild Bunch, France 2 Cinema, Herodiade e Plateau A, con un budget di circa 5.5 milioni di euro, ed è uscito nelle sale domestiche la scorsa settimana per Wild Bunch Distribution, che si occupa anche delle vendite internazionali.

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(Tradotto dall'inglese)

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