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VENEZIA 2010 Concorso / Spagna

Balada triste, de la Iglesia tra orrore e passione

di 

Balada triste, de la Iglesia tra orrore e passione

Il maestro spagnolo del grottesco Alex de la Iglesia esorcizza i fantasmi della Guerra Civile spagnola con Balada triste [+leggi anche:
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trailer
intervista: Álex de la Iglesia
scheda film
]
, in concorso alla Mostra di Venezia. Finzione e realtà storica si mescolano in un orrorifico melodramma ambientato in un circo, con un triangolo amoroso dai risvolti tragici.

Siamo nel 1973. Javier (Carlos Aceres), figlio di un clown ucciso dai franchisti e a sua volta diventato un "pagliaccio triste", si unisce ad uno scalcagnato circo per uno spettacolo in coppia col "pagliaccio allegro" Sergio (Antonio De La Torre), uno psicopatico alcolizzato legato alla bella acrobata Natalia (Carolina Bang, compagna del regista nella vita).

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In una girandola di agguati, sparatorie, esplosioni, mutilazioni e degradazioni, mostrati con l'enorme impatto visivo deformato di cui è capace de la Iglesia, i due clown si combattono senza esclusione di colpi per l'amore dell'avvenente acrobata, sullo scenario del regime franchista e di tutto il suo apparato iconografico.

"E' il mio film più personale, più rischioso, in cui ho messo tutto me stesso", spiega il regista, che si è identificato in entrambi i protagonisti. "Per me è soprattutto una storia d'amore: folle, selvaggio e orribile. Insomma, un mix di orrore e passione: le cose che amo".

Sul periodo oscuro della dittatura, de la Iglesia dice di aver "tirato fuori l'angoscia, con i toni del noir e dell'ironia, per poterla poi sotterrare. Abbiamo un passato terribilmente doloroso che condiziona il presente di noi tutti. Abbiamo sofferto il dolore, la tortura: cose che cambiano gli uomini e distruggono la vita del protagonista del film".

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