email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

FESTIVAL DI ROMA Alice nella città / Francia

Leila, un musical “politico” a ritmo di hip hop

di 

Leila, un musical “politico” a ritmo di hip hop

Leila (Leila Bekhti) è una bella studentessa di legge arabo-francese, cresciuta in una Parigi “meticcia” e multietnica; Gab (Benjamin Siksou) è un figlio di papà – papà poliziotto, per di più – sfaccendato e capriccioso, a un passo dal matrimonio. Cos’hanno in comune? Nulla, quindi sono perfetti per stare insieme.

Perfetti, specie in un film come Leila [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
di Audrey Estrougo, che apre la sezione Alice nella città del Festival di Roma all’insegna del musical: sin dai titoli di testa, cartelli scintillanti in puro stile Broadway sullo sfondo delle vie parigine. Qui, mentre sfreccia per le strade con la sua decappottabile, Gab investe il fratellino di Leila. Niente di grave, ma una buona scusa per offrirsi di accompagnarli al pronto soccorso. Dove, come in un film di Jacques Demy (ma con l’intonazione incerta di quelli di Christophe Honoré), inizia un corteggiamento fatto di musiche anni ’60 e ’70.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Il musical, d’altronde, è il genere per eccellenza delle favole moderne. E infatti, quando gli amici della protagonista vedono per la prima volta il baldo giovane, qualcuno si sorprende: “Ma è borghese!”. Pronta risposta del più pragmatico del gruppo: “Se non fosse borghese, che principe azzurro sarebbe?”.

Appunto: poi, come in ogni fiaba, arriva pure una specie di strega cattiva, qui Cécile Cassel, che mollata a due settimane dall’altare ha più di un motivo per essere “irritata”. Il film, però, invece di insistere sulle “intermittenze del cuore” – il privato è politico, come si diceva una volta – punta sui grandi temi: l’immigrazione, gli scontri con la polizia, le proteste dei sans-papiers. Tutto sacrosanto, specie da un punto di vista civile: ma un po’ “soffocato” negli appena 87 minuti del film. Troppo pochi, forse, per far entrare tutto: i numeri musicali – sorprendenti quelli più hip-hop, non a caso la regista ha dedicato all’argomento il doc Encore un printemps –, una versione contemporanea di Giulietta e Romeo e l’impegno sociale. Che nel finale prende il sopravvento con minuti di alta retorica e – attraverso immagini di repertorio – di giusta indignazione.

Prodotto da Fidélité Films, in coproduzione con Wild Bunch, Mars Films e France 2 Cinéma, Leila è distribuito nel mondo da Wild Bunch e arriva nelle sale francesi il 9 febbraio 2011.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy