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FILM Italia

Silvio Muccino esplora un Un altro mondo

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Silvio Muccino esplora un Un altro mondo

Andrea (Silvio Muccino) ha 28 anni: madre ricca e anaffettiva (Greta Scacchi) che finanzia la sua vita senza scopi né orari; una ragazza (Isabella Ragonese) con qualche disturbo alimentare; un migliore amico (Flavio Parenti) ancora più sfaccendato di lui. Ritmi e fusi da gioventù scioperata, con la sveglia al mattino sempre troppo tardi. La metafora non potrebbe essere più chiara: e infatti una lettera, il giorno del suo compleanno, costringe Andrea ad “aprire gli occhi”. Il mittente è il padre che se n’è andato molti anni prima e adesso, in punto di morte, lo vorrebbe accanto, in Kenya.

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Il viaggio a Nairobi è un’occasione più per dar voce al proprio rancore che per esprimere amore filiale. Non ne avrà il tempo: il genitore è già in coma e morirà di lì a poco. Lasciando però al figlio una “sorpresa”: un fratello di otto anni, Charlie (Michael Rainey Jr). Cosa “farne”? Il primo tentativo è affidarlo al nonno materno, che però non solo lo rifiuta, ma lo maledice: non resta che portarlo in Italia, dove l’integrazione (famigliare ma anche sociale) non sarà tra le più facili.

Adattando il romanzo omonimo di Carla Vangelista, Muccino firma con Un altro mondo [+leggi anche:
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la sua seconda regia, “un About a Boy ai tempi di Obama” sorretto dalla stessa perizia formale che già caratterizzava il primo Parlami d’amore [+leggi anche:
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. In più, stavolta, c’è una storia che pur tra qualche stereotipo di troppo (l’algida Scacchi, l’amico immaturo) punta a “scaldare il cuore dello spettatore”. E non di rado ci riesce, grazie soprattutto al talento naturale del piccolo Rainey. “Ho trovato una Dakota Fanning al maschile”, spiega Muccino, “per recitare con lui ho lasciato aperta la porta all’improvvisazione, alla vita. Sono stato più spalla che protagonista”.

Come il precedente, anche questo film è un romanzo di formazione: “Racconto di nuovo la paura di crescere di un giovane uomo, e il ruolo che hanno le donne nel metterlo in contatto con il vero se stesso”. Oltre alla madre e alla fidanzata Livia, anche una volontaria che lavora nelle baraccopoli keniote, interpretata da Maya Sansa, cui è affidata una sorta di “morale” del film: “Le cose non cambiano mai. Cambiamo noi”.

Prodotto da Cattleya in collaborazione con Universal Pictures International, Un altro mondo uscirà nelle sale italiane il 22 dicembre, distribuito in 300 copie da Universal.

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