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FILM Italia

Qualunquemente, quando realtà e immaginazione pari sono

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Qualunquemente, quando realtà e immaginazione pari sono

C’era una volta il cinema italiano in anticipo sui tempi, capace di leggere negli indizi del presente ciò che sarebbe stato di lì a poco. Le cose sono cambiate, e la “colpa” non è (solo) del cinema: piuttosto della realtà, che finisce – puntuale – per superare l’immaginazione.

“Il tempo ci scavalca”: lo sa bene Antonio Albanese, che otto anni fa inventò l’imprenditore orgogliosamente corrotto e sessuomane Cetto La Qualunque, concentrato degli italici malcostumi, e oggi lo porta sul grande schermo in un film, Qualunquemente [+leggi anche:
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, diretto da Giulio Manfredonia. Dopo 4 anni di latitanza in Sudamerica, Cetto torna nella sua Calabria, in un paese che in sua assenza si è pericolosamente avvicinato al baratro… della legalità. Chi meglio lui, per tornare al buon vecchio malaffare, fatto di evasione fiscale (“le tasse sono come la droga: le paghi una volta, per provare, e ci prendi l’abitudine”) e abusivismo edilizio? E così, eccolo il candidato sindaco ideale, con il suo slogan inequivocabile: “Più pilu per tutti”.

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La cronaca di questi giorni, con il premier indagato per festini a luci rosse a base di minorenni, smorza l’iperbole di certe battute (“Ma lo sa che lei ha un gran corpo da assessore?”): nei corridoi del potere – non solo in quelli di un piccolo municipio di provincia – si sente ben altro. Albanese, comunque, nega che ci siano riferimenti diretti a Silvio Berlusconi: “Il personaggio nasce da lontano, non volevamo essere troppo immediati. Oltretutto sarebbe stato troppo facile ispirarsi a lui”, spiega Albanese, anche sceneggiatore con Piero Guerrera.

Mixando realismo (del contesto) e surrealtà (del personaggio), “il film – continua Albanese – racconta il Paese, non solo il meridione”. Non a caso le location, una serie di ecomostri che offendono il buongusto, sono state trovate nei dintorni di Roma, non nel profondo sud.

Nel cast, accanto al prim’attore, si segnalano Sergio Rubini, Lorenza Indovina (la prima moglie del “poligamo” Cetto) e Luigi Maria Burruano. Prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci in collaborazione con Rai Cinema, il film uscirà il 21 gennaio distribuito da 01 Distribution in 600 copie. Le vendite internazionali sono curate da Fandango Portobello Sales.

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