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BERLINALE 2011 Panorama Special / Grecia

Man at Sea, l’altra faccia dell’immigrazione

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Man at Sea, l’altra faccia dell’immigrazione

Dopo cinque anni di assenza dal cinema, l’affermato regista greco Konstantinos Giannaris torna con Man at Sea, presentato in Panorama Special.

La pellicola, che vede la partecipazione di Antonis Karistinos, racconta i tentativi di un capitano di salvare un gruppo di clandestini mediorientali alla deriva su un barcone. Man at Sea, racconto tutto incentrato sugli sforzi dell’uomo per far entrare il gruppo in Europa nonostante gli ordini della sua compagnia navale, segna il ritorno alla Berlinale di Giannaris, il cui Hostage [+leggi anche:
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aveva partecipato nel 2005 in Panorama, e One Day in August [+leggi anche:
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in Concorso nel 2001.

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“Volevo fare un film dal punto di vista della classe operaia europea, più che da quello degli immigrati”, ha dichiarato Giannaris a Cineuropa, spiegando di aver voluto esplorare “le fasi del razzismo, vedere come reagisce un uomo quando si trova a gestire una situazione di vita e di morte”.

È facile essere un eroe o diventare un cattivo nel film di Giannaris, dove gli ex-naufraghi iniziano ben presto a chiedere di scendere sul suolo europeo. “Non gioco con la correttezza politica liberal delle vittime e dei carnefici, gli immigrati sono elementi dinamici della loro tragedia e hanno dei sogni di vita propri, ed il diritto di inseguirli”, ha aggiunto Giannaris.

Come nel recente caso di un gruppo di immigrati che ha occupato un edificio pubblico in Grecia, chiedendo più diritti, un ammutinamento spinge il capitano e la sua ciurma oltre il limite, e offre a Giannaris un appiglio nella principale difficoltà del film. “Ho bisogno di chiedere allo spettatore cosa ne pensa”, ha spiegato.

“All’inizio fanno bene a salvarli, ma cosa accade quando non puoi buttarli fuori dalla nave, come ci si sente quando ti sono vicini, al piano di sopra, o nella porta accanto? E quando sono in trenta? Ecco cosa fa emergere gli aspetti più nascosti della nostra xenofobia, ed ecco quello che volevo analizzare”, ha concluso.

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(Tradotto dall'inglese)

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