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FESTIVAL Germania

Hof, dove il cinema è di casa da 45 edizioni

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Hof, dove il cinema è di casa da 45 edizioni

La 45ma edizione dell'Hof International Film Festival (25-30 ottobre) si apre oggi, con in programma 74 lungometraggi e 38 corti scelti tra 3000 candidati, e come sempre una particolare attenzione ai giovani talenti germanofoni, cui saranno riservati gli unici premi paralleli disponibili a conclusione di questo festival non competitivo che alcuni critici internazionali considerano il secondo festival di Germania dopo Berlino.

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Le Giornate del cinema di Hof cominciarono il 28 maggio 1967; lo definirono "il festival più piccolo del mondo" (con nove film presentati in due ore a 100 persone), ma anche uno dei più liberi, avendo il suo fondatore e tuttora direttore Heinz Badewitz preferito non sottoporre i film alla censura, a costo di non ottenere i finanziamenti pubblici. I film della seconda edizione, tenutasi a maggio 1968, scioccarono di fatto il pubblico, ma dall'anno successivo, Hof ha trovato la sua vocazione di piattaforma aperta per i giovani cineasti e ricevuto il sostegno della municipalità. Hof, il cui nome potrebbe essere l'acronimo di "Home Of Films", ha ricompensato, dalla creazione del Premio della Città di Hof nel 1986, talenti come Wim Wenders e Doris Dörrie.

Si citano, tra i titoli presentati quest'anno, Die Farbe des Ozeans [+leggi anche:
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, secondo lungometraggio di Maggie Peren dopo Stellungswechsel [+leggi anche:
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, Black Brown White, opera prima di finzione del documentarista austriaco impegnato Erwin Wagenhofer (dopo We Feed the World [+leggi anche:
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e Let's Make Money [+leggi anche:
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), il film premiato a Karlovy Vary Crack in the Shell [+leggi anche:
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di Christian Schwochow, Babycall [+leggi anche:
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del norvegese Pål Sletaune, il titolo olandese Code Blue [+leggi anche:
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di Urszula Antoniak, l'avvincente tragedia francese De bon matin [+leggi anche:
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di Jean-Marc Moutout, La Guerre est déclarée [+leggi anche:
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di Valérie Donzelli e il rigenerante Les Géants [+leggi anche:
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intervista: Bouli Lanners
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del belga Bouli Lanners.

Il cinema francese è ben rappresentato nella selezione (con nove lungometraggi e cinque corti, più alcune coproduzioni), ma è oltremanica che ci trasporta il ritratto dell'anno, dedicato a David Mackenzie e composto da quattro corti e dai suoi sette lungometraggi, compreso l'ultimo, You Instead.

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(Tradotto dal francese)

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