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FILM Francia

Quelques heures de printemps per una madre e un figlio

di 

- Stéphane Brizé firma un magnifico ritratto di una relazione difficile tra una madre e suo figlio sullo sfondo del suicidio assistito

Quelques heures de printemps per una madre e un figlio

Presentato a Locarno e proiettato in Special Presentation al recente Festival di Toronto, il riuscitissimo Quelques heures de printemps [+leggi anche:
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di Stéphane Brizé è lanciato domani, mercoledì, nelle sale francesi da Diaphana in 163 copie. Interpretato dai notevoli Vincent Lindon ed Hélène Vincent, il film affronta con giustezza e pudore il delicato tema del fine vita. Ma al di là della questione dell'eutanasia posta (e descritta nei minimi dettagli) attraverso un viaggio in Svizzera, dove è autorizzata, Quelques heures de printemps è soprattutto un magnifico ritratto di una relazione difficile tra una madre e suo figlio e di un riavvicinamento progressivo in un contesto di amore inespresso.

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Scritta dal regista insieme a Florence Vignon (accoppiata vincitrice del César 2010 del miglior adattamento per Mademoiselle Chambon), la sceneggiatura comincia con l'uscita di prigione di Alain, cinquantenne, ex camionista caduto in disgrazia per aver accettato di trasportare della droga nel suo camion. Ora è costretto ad accettare un lavoro qualsiasi ("18 mesi di prigione, è un piccolo handicap" sussurra la consulente dell'agenzia del lavoro), nello specifico un'attività di raccolta differenziata di rifiuti domestici. Ma è soprattutto costretto a tornare a vivere da una madre maniaca della pulizia con la quale la comunicazione è ai minimi termini.

La convivenza nella piccola casa è talvolta turbolenta ("Non sei a casa tua!", "Non ti disturberò per molto tempo"; ognuno mangia nel suo angoletto e tenta di attirare l'attenzione del cane di casa) nonostante la mediazione di un vicino amichevole (Olivier Perrier). Alain tenta di evadere (uscita al bowling con un vecchio amico, incontro amoroso con Emmanuelle Seigner), ma fatica ad accettare il suo status sociale. Poco per volta, scopre anche che sua madre (molto discreta a tal proposito) è malata terminale di cancro al cervello e ha preso contatto con l'associazione svizzera "Morire con dignità" che pratica il suicidio assistito. Comincia allora un altro film in cui il figlio accompagna sua madre verso la morte che si è scelta, un viaggio molto particolare in cui la riconciliazione e l'espressione dei sentimenti più remoti saranno al centro del racconto.

Molto a suo agio nella descrizione degli ambienti sociali popolari e delle relazioni umane nella loro più semplice quitidianità, Stéphane Brizé riesce a mettere in scena un dramma toccante senza mai cedere alla tentazione del pathos, ma procedendo per piccoli tocchi realistici. Sostenuto dalle performance eccezionali dei suoi due attori principali, il film si focalizza perfettamente sul duo madre-figlio per una storia d'amore, di vita e di morte che risuona in tutte le esistenze umane.

Prodotto da TS Productions, Quelques heures de printemps è coprodotto da Arte France Cinéma, pre-acquistato da Canal+ e Ciné +, e sostenuto dalla regione Borgogna. Le vendite internazionali sono guidate da Rezo.

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(Tradotto dal francese)

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