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VENEZIA 2012 Fuori concorso

De Oliveira dirige un cast di veterani in Gebo and the Shadow

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- Manoel de Oliveira adatta la pièce di Raul Brandão in modo classico ma efficace in un film presentato fuori concorso all'ultima Mostra di Venezia

De Oliveira dirige un cast di veterani in Gebo and the Shadow

Se un film deve contravvenire a tutti i codici del cinema moderno, che almeno sia realizzato dal più anziano dei registi europei, l'immutabile Manoel de Oliveira, che ha presentato il suo ultimo film fuori concorso alla 69ma Mostra di Venezia. Il regista aveva 15 anni quando Gebo and the Shadow, la pièce del suo connazionale Raul Brandão, fu rappresentata per la prima volta nei teatri portoghesi. L'adattamento che ne fa, nove decenni più tardi, assorbe ogni ruga del volto dei suoi attori veterani, tra cui Michael Lonsdale, Claudia Cardinale e Jeanne Moreau, che in modo impeccabile e preciso sanno trasmettere il peso di una vita.

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La messa in scena di Gebo and the Shadow [+leggi anche:
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riposa sull'unità di luogo. Eccetto due o tre scene, tutta l'azione si svolge nel salotto di una casa immersa nella miseria più nera. Il piccolo cast affianca ai rappresentanti della vecchia scuola una nuova generazione di attori, tra cui Ricardo Trêpa, nipote del regista. Trêpa impersona João, figlio di Gebo (Lonsdale) e di Doroteia (Cardinale) che riappare dopo otto anni d'assenza nella casa che i suoi genitori dividono con Sofia (Leonor Silveira), la moglie abbandonata. Sua madre, prima devastata dalla sua assenza, trova conforto in questo ritorno, portatore pertanto di cattiva sorte. Gebo decide di sostenere da solo il peso del male che porta con sé questo figlio ingrato. Desidera proteggere sua moglie da un nuovo dispiacere da cui - secondo il vecchio uomo - potrebbe non riprendersi…

E' una storia d'altri tempi, non si sa dove né quando. Questo villaggio portuale del Portogallo, i cui abitanti parlano francese, è percorso da un'atemporalità e una rappresentazione da tragedia classica che danno al racconto la dimensione di una fiaba, in cui la figura di João rappresenta il male nella sua accezione ora filosofica, ora religiosa. Una figura che stravolge un nucleo familiare immergendolo nella sfortuna e nel dolore, così come l'ombra che rappresenta divora il mondo degli uomini. E' una constatazione cupa e nichilista ma che permette ad altri di sacrificarsi per puro altruismo, purtroppo invano.

Al di là di una fotografia curata, di una regia sobria e di un'interpretazione che fa - molto opportunamente - sentire al pubblico il peso del tempo, Manoel de Oliveira dimostra, ancora una volta, la sua capacità di imporre uno stile che molto poco si è evoluto dagli inizi della sua carriera ma che va sempre bene per i racconti che affondano le loro radici nella drammaturgia.

Gebo and the Shadow esce il 26 settembre in Francia con Epicentre Films e Pyramide International gestisce le vendite internazionali. Il film sarà sugli schermi portoghesi il giorno successivo.

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(Tradotto dal francese)

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