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ISTITUZIONI Austria

Ciritiche al finanziamento pubblico nell'Ue

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Critiche sulle procedure di finanziamento statale al cinema in Europa. Arrivano da Gerhard Schedl, direttore dell'Austrian Film Institute, che, in una lettera inviata a Franz Morak, segretario di Stato della cultura in Austria, ha giudicato "controproducente" il metodo adottato dalla Commissione Europea. La sua reazione segue la dichiarazione comune della European Film Agency Directors (Agenzia dei registi europei), che criticava i meccanismi di controllo dell'Ue sulle politiche nazionali riguardo all'industria cinematografica.

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Al centro del contenzioso la regola del 50 per cento, che fissa alla metà del budget totale di un film il limite di finanziamento, e che è applicato per evitare una concorrenza scorretta. Soltanto in circostanze eccezionali gli stati sono autorizzati a dare di più: può succedere, solo a volte, per film di basso budget o per alcuni titoli di nicchia che difficilmente troverebbero altri finanziamenti.

L'Austrian Film Institute ha tenuto a precisare la missione culturale dell'industria cinematografica, sottolineando che troppo spesso i film sono considerati solo come dei prodotti commerciali. Attualmente nessuna delle industrie cinematografiche nazionali è abbastanza forte per andare avanti da sola. Da qui deriva l'importanza di unirsi e procedere insieme. Ma al tempo stesso il finanziamento degli Stati è fondamentale per la sopravvivenza dell'industria cinematografica europea. Per questo deve essere conservato e protetto dalla Commissione Europea, dalle istituzioni e dai professionisti del settore.

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