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BERLINALE 2013 Concorso / Germania / Francia / Kazakistan

Harmony Lessons, o la fredda disciplina

di 

- Il kazako Emir Baigazin concorre a Berlino con un film sobriamente sublime ed elegantemente terrificante

Harmony Lessons, o la fredda disciplina

Il cinema europeo (rappresentato in questo caso dalle società tedesche The Post Republic e Rohfilm e dal venditore francese Films Distribution) trae la sua diversità anche dal sostenere regolarmente industrie e autori emergenti, come il kazako Emir Baigazin: il film che presenta a Berlino in concorso, Harmony Lessons [+leggi anche:
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scheda film
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, è un'opera ben fatta, di un'intelligenza e una fattura notevoli, che si prevede non lascerà la giuria indifferente. 

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La bellezza delle sue immagini (composizione e colori), evidente sin dalle prime scene, si riflette nel volto calmo del suo giovane protagonista, Aslan, un ragazzo solitario e silenzioso che si rifugia in un mondo minuzioso fatto di insetti, che sottomette quasi scientificamente ai suoi esperimenti, e di abluzioni continue, con le quali intende sciacquarsi dai soprusi dei suoi compagni di scuola che lo trattano come un paria. L'elemento liquido è onnipresente, non solo perché purifica (Aslan beve compulsivamente da brocche di acqua fresca), ma anche perché evoca la contaminazione e il male, come l'urina nei vasi, il vomito, il sangue che sgorga dalla mano immobile del piccolo protagonista mentre sgozza una pecora.

I riferimenti estetici del film servono a rafforzare il messaggio, articolato in modo impeccabile, della disciplina che viene imposta ad Aslan e agli altri allievi. Uniformi, colpi di righello spietati, professori che fanno lezione come robot: tutto tende a limitare la dimensione umana per preparare i bambini a una società che non gli farà sconti (e neanche la polizia locale, quale che sia l'età dei sospetti). Le lezioni sono fondamentalmente pratiche: gli si insegna che energia e denaro fanno parte dello stesso ciclo, il lavoro manuale e il funzionamento delle armi.

Non sorprende quindi che la scuola di Aslan sia come un microcosmo dove si ritrovano tutte le dinamiche della società kazaka: i capetti mafiosi che impongono le loro decime e i loro atavismi a tutti gli altri bambini (al fine di sostenere i loro fratelli maggiori in carcere, dove molti di loro finiranno, dicono), la religione, gli individui che si rendono invisibili per sopravvivere, visto che non possono prevalere nel senso darwiniano del termine…

Harmony Lessons descrive un universo di una freddezza e una durezza terrificanti, un mondo in cui gli unici sorrisi che vediamo sulle labbra dei bambini sono ghigni crudeli. L'infanzia non è altro che un fantasma che immaginiamo in sogno.

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(Tradotto dal francese)

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