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CANNES 2013 Quinzaine des Réalisateurs / Francia

La fille du 14 juillet: 'Lasciatevi tentare dalla rivoluzione'

di 

- Antonin Peretjatko debutta con un road movie folle e rigenerante di influenza surrealista e situazionista

La fille du 14 juillet: 'Lasciatevi tentare dalla rivoluzione'

Quando un film comincia con una graziosa ragazza che vende per strada, sugli Champs-Elysées a Parigi, un giornale battezzato La Commune, rivendica così chiaramente la sua filiazione cinefila godardiana e le sue intenzioni cripto-politiche che potrebbe far temere un patinato universo referenziale. Ma la creatività burlesca del regista Antonin Peretjatko va presto ben oltre il gioco di influenze e il suo primo lungometraggio, La fille du 14 juillet [+leggi anche:
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scheda film
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, presentato oggi alla Quinzaine des Réalisateurs del 66mo Festival di Cannes, trascina lo spettatore in un'allegria convulsa arricchita del fascino caotico della giovinezza e di un senso dell'artigianato che maschera una grande padronanza degli strumenti della narrazione cinematografica.

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Alimentato da un umorismo a getto continuo che rimbalza in tutte le direzioni, questo road movie energizzante che sfiora a tratti l’overdose, evita l'uscita di strada grazie a divertenti colpi di scena (che evocano il surrealismo di André Breton), un filo conduttore edonista e sentimentale (è estate, le vacanze, ragazzi e ragazze hanno il cuore e gli ormoni in subbuglio) e un discorso anarco-libertario sullo sfondo (tendenza situazionista alla Guy Debord). In breve, un cocktail stimolante, buffo e scombinato girato in 16mm (a una velocità leggermente sfalsata rispetto alle tradizionali 24 immagini al secondo) e che dà linfa ai suoi interpreti sovraeccitati.

Chiarendo sin dall'inizio il suo approccio comico e irriverente nei riguardi delle istituzioni attraverso immagini d'archivio dei presidenti della Repubblica Sarkozy e Hollande che assistono alla tradizionale parata militare della festa nazionale (trasmesse in accelerazione al suono di una musica da circo), La fille du 14 juillet introduce rapidamente i suoi protagonisti: la bruna Truquette (Vimala Pons), la bionda Charlotte (Marie-Lorna Vaconsin), il timido Hector (Grégoire Tachnakian) e il compagno Pator (Vincent Macaigne). Accompagnati dal divertente Bertier (Thomas Schmitt), ecco i nostri eroi parigini partire sulle strade della Francia, verso il Sud e la spiaggia. Un viaggio all'insegna della libertà, pieno di avventure magiche, in cui si perderanno e ritroveranno, incrociando qualche figura pittoresca come il delirante dottor Placenta (Serge Trinquecoste).

Scherzi a raffica, valanga di gag, fughe poetiche, strizzate d'occhio a Bande à partRitorno al futuro e Hollywood PartyLa fille du 14 juillet mischia senza tempi morti fantasmi e realtà, caricature e sottigliezze, e l’intreccio si concede qualche deviazione per seguire i capitoli di un Manuale della Seduzione che ispira il traditore Bertier. Ma sotto l'umorismo ultra inventivo (con qualcosa da buttare, vista l'abbondanza) si cela un'aspra critica sociale: caos economico della Francia, minacce allo stato sociale, generazione di precari, moltiplicazione dei divieti, errori della polizia…). Di qui un appello continuo (e divertente) alla rivoluzione, alla diserzione e alla trasgressione illustrato da personaggi che vanno controcorrente rispetto alla massa e da una messa in scena sincopata (falsi raccordi, abili flashback, monologhi davanti alla camera, dissolvenze a iride e incrociate, ecc.) che dimostra tutto il talento di Antonin Peretjatko, che si rivela un salutare agitatore da tener d'occhio in un panorama del cinema francese spesso fossilizzato tra opere etichettate d'autore e commedie convenzionali.

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(Tradotto dal francese)

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