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CANNES 2013 Quinzaine des réalisateurs

Henri: la belgitudine delle cose

di 

- La belga Yolande Moreau chiude la Quinzaine des Réalisateurs con un film tenero sul lutto e la ricostruzione

Henri: la belgitudine delle cose

Nota soprattutto come attrice, la belga Yolande Moreau co-diresse il suo primo film con Gilles Porte (Quand La Mer Monte, César 2005 della miglior opera prima) ed è tornata dietro la macchina da presa — da sola questa volta — per Henri [+leggi anche:
trailer
intervista: Yolande Moreau
scheda film
]
, presentato in chiusura della Quinzaine des Réalisateurs 2013.

Henri (Pippo Delbono) gestisce un caffè con Rita (Lio), sua moglie. Quando lei muore, l'uomo, cupo e rassegnato, prende come assistente una "farfalla bianca", una giovane donna con un piccolo handicap mentale, assunta per pochi soldi. Tra Rosette (Candy Ming) e Henri nasce un rapporto personale che va oltre il lavoro. Lei è piena di speranza nel futuro, lui supera poco a poco il suo lutto.

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Questa coproduzione franco-belga rivendica tutta la sua belgitudine attraverso i suoi attori, i luoghi (il Borinage e le sue discariche, il mare del Nord...), ma anche numerosi dettagli profondamente belgi (la marca di birra Jupiler, il camion delle patatine fritte, il nome delle salse...) cari alla regista. Moreau gioca in casa, dove tutti si sentono a proprio agio. Il suo cinema ricorda, ad esempio, quello di due fratelli d'elezione, i francesi Gustave Kervern e Benoît Delepine. Dal loro Mammuth (2010) prende l'attrice Candy Ming, personaggio lunare che non vede il male negli esseri umani. La regista riunisce una piccola galassia di personaggi intorno al duo principale di attori, molti dei quali handicappati. La loro presenza contribuisce allo stato d'animo tragicomico generale che impregna il film. La cinepresa compone delle scene cariche di poesia locale che creano un universo al contempo tenero e delicato, lontano dal marasma socio-economico che ha prodotto un'altra generazione del cinema belga, discendente dai fratelli Dardenne.

Tutti gli ingredienti ci sono, eppure le emozioni stentano a decollare. Yolande Moreau fatica un po' laddove il suo connazionale Bouli Lanners (anche lui della scuderia Versus, che ha coprodotto il film) riusciva con maggior disinvoltura, realizzando Eldorado a partire dalle stesse basi. La musica del film è firmata da Wim Willaert, il simpatico portatore di giganti di Quand la Mer Monte. L'attore fiammingo fa una breve apparizione nei panni di un poliziotto, giusto il tempo di una scena divertente, così come il cinema belga fa una piccola comparsa sulla Croisette in quest'annata 2013.

 

(Tradotto dal francese)

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