email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

LOCARNO 2013

Mary Queen of Scots: il mestiere di Regina

di 

- Mary Queen of Scots di Thomas Imbach si addentra in un campo minato dove il rischio di un film zoppo, e dunque claudicante, è estremamente alto

Mary Queen of Scots: il mestiere di Regina

“Il romanzo storico di qualità è un raro animale anfibio che nella catena genetica del raccontare sta in un interstizio nascosto tra il fumettone indegno e il capolavoro letterario alla Memorie di Adriano” – Alessandro Baricco.

Con le dovute differenze, ciò che scrive Baricco vale anche per il film di ambientazione storica: si va da Troy a Il mestiere delle armi. Mary Queen of Scots [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
di Thomas Imbach, in concorso la 66° Festival del film di Locarno, si addentra dunque in un campo minato dove, se privi di prudenza e di armi tecnico-stilistiche appropriate, il rischio di un film zoppo, e dunque claudicante, è estremamente alto.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)
sofia_meetings_internal

Il regista Thomas Imbach porta sullo schermo la biografia di Stefan Zweig, Maria Stuarda - La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra, privilegiando, come nel romanzo, l’interesse psicologico per il personaggio della Regina di Scozia più che quello storico.

Maria Stuarda, scappata dalle guerre anglo-scozzesi a pochi anni, fu cresciuta nell'ambiente colto e raffinato della corte francese di Caterina de' Medici. Era predestinata a portare la corona di Francia, ma il suo giovane consorte muore a causa di una salute cagionevole e lei ritorna in Scozia, un paese devastato dalla guerra. Sua cugina Elisabetta I, appena ascesa al trono d’Inghilterra, per Maria è come una sorella gemella, cui può confidare i propri sentimenti. Unita in seconde nozze, Maria dà alla luce un erede al trono, ma il suo nuovo marito, Lord Darnley, si rivela una persona ottusa e infida. Quando incontra l’amore della sua vita, il conte di Bothwell, Maria ordina l’assassinio di Darnley e sposa il conte. Scandalizzata dalle sue azioni e dalla cieca passione che le aveva motivate, la nobiltà scozzese si rivolta contro Maria, che perde anche l’appoggio dei suoi sudditi. Per evitare una sanguinosa battaglia, Maria deve separarsi dal suo amato Bothwell. Disperata, si rivolge a Elisabetta in cerca di aiuto. La Regina d’Inghilterra la imprigionerà per quasi 19 anni in una gabbia dorata, da cui uscirà solo per salire al patibolo.

Come spiega Imbach in conferenza stampa: “All’inizio non ero certo di voler fare un film di ambientazione storica. Avevo immaginato una Maria Stuarda africana o un personaggio d’attualità alla Paris Hilton , ma per finire ho deciso di accettare la sfida del film in costume confrontandomi con il periodo in cui i fatti si svolgono. Mi sono ispirato molto a Andreï Roublev di Tarkovski e a Barry Lyndon di Kubrick.”

Anche grazie ad una credibile Camille Rutherford nel ruolo di Maria, la pellicola procede stabile sulle proprie gambe, ma queste, comunque, non risultano abbastanza forti per imprimerle un’andatura da pardo ….  d’oro.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy