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Un Certain Regard - Struggle

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- Violenza e pessimismo implacabile nel primo lungometraggio della giovane austriaca. Finale agrodolce. Reazioni estreme in sala

Un Certain Regard - Struggle

Cinema-verità e ultra-violenza psicologica in Struggle, primo lungometraggio dell'austriaca Ruth Mader, presentato ieri nella sezione Un Certain Regard.
Molto vicino al documentario e quasi muto, il film della giovane regista (29 anni) segue il percorso di una donna dell'Europa dell'Est, che tenta la fortuna entrando clandestinamente in Austria con la figlia. Lavora in una fabbrica di polli, raccoglie fragole nei campi, teme la polizia: questa lotta permanente si concluderà con una relazione sentimentale con un agente immobiliare viennese amante dei giochi sado-maso. Finale agrodolce.

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Non risparmiando alcun dettaglio quanto a realismo, Ruth Mader propone una visione artistica senza compromessi e di un pessimismo implacabile. Intensa l'interpretazione dell'attrice polacca, Aleksandra Justa che riesce ad esprimere le emozioni più violente dietro una maschera di impassibilità.
Questa opera prima a basso budget che ha scatenato reazioni estreme in sala, è riuscita ad attuarsi grazie all'unione della società della stessa regista (Struggle Films) e di Amour Fou Produktion. Dopo aver creato la compagnia un anno e mezzo fa, i due fondatori austriaci di Amour Fou hanno visto coronati i propri sforzi con le loro quattro produzioni selezionate a Cannes: Struggle, due cortometraggi e la coproduzione con il francese Alain Guiraudie, Pas de repos pour les braves nella Quinzaine.

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(Tradotto dal francese)

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