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MOSCA 2017

The Best of All Worlds: madri e mostri

di 

- Il primo film di Adrian Goiginger, che ha vinto il premio della Miglior attrice a Mosca, è un’emozionante storia di amore familiare e redenzione

The Best of All Worlds: madri e mostri

Una delle storie familiari più potenti uscite quest’anno, il film d'esordio del regista austriaco Adrian Goiginger, The Best of All Worlds [+leggi anche:
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, ha vinto un meritatissimo premio della Miglior attrice per Verena Altenberger al 39° Festival internazionale del film di Mosca (22-29 giugno). Scritto e recitato in maniera impeccabile, questo film che si ispira a fatti reali riesce a proiettare il suo pubblico in un mondo a parte e a convincerlo che, come recita il suo motto, "non ci sono casi senza speranza, solo persone senza speranza".

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Ambientata a Salisburgo alla fine degli anni '90, la storia segue Adrian, sette anni (il talentuoso Jeremy Miliker), che vive con sua madre, Helga (Altenberger) e il suo amante Günter (Lukas Miko). La prima volta che vediamo Adrian è nei pressi di un fiume, dove sua madre e i suoi amici sembrano pronti a godersi la notte accampati intorno a un fuoco. Il ragazzino trova una freccia, che sembra accendere la sua ricca immaginazione incline a tessere storie avventurose. Ma ciò che potrebbe sembrare una notte felice trascorsa sotto le stelle si trasforma in qualcosa di molto più oscuro e minaccioso quando lo spettatore scopre che i genitori di Adrian e i loro amici sono tossicodipendenti in attesa della loro prossima dose.

Esplorando eventi avvenuti nella sua infanzia, il regista e sceneggiatore di 26 anni intreccia in modo efficace due mondi che non dovrebbero incontrarsi mai. Uno è quello di Adrian, che sembra vivere felice nell'appartamento di famiglia, non comprendendo le abitudini tossiche di Helga e dei suoi amici. Ovviamente, la madre ama follemente suo figlio e cerca sempre di assecondare l'immaginazione selvaggia del ragazzo attraverso storie avvincenti, ma è estremamente difficile non provare orrore quando vediamo Helga assecondare anche il suo bisogno di eroina e di altre droghe. Una sequenza, ad esempio, in cui Helga e Adrian preparano una "pozione magica" (ossia un mix di oppiacei) con incantesimi e parole magiche, è l'esempio perfetto della visione molto discutibile che Helga ha di una vita familiare sana.

C'è qualcosa di immensamente inquietante nel vedere i giochi di Adrian svolgersi in mezzo a questi adulti che lentamente scivolano nel loro torpore indotto dalla droga, ma The Best of All Worlds riesce a dimostrare con convinzione che i due mondi possono coesistere naturalmente. Per il pubblico, però, questa sovrapposizione risulta abominevole, una sensazione accresciuta dai metodi efficaci e altamente visuali utilizzati dal regista per dimostrare che è solo il caso a impedire che queste abitudini provochino situazioni pericolose per la vita.

Con l’aiuto dei direttori della fotografia Yoshi Heimrath e Paul Sprinz, il regista trova modi fantasiosi per dimostrare che Helga e suo figlio vivono nello stesso mondo, ma questo mondo è osservato e compreso attraverso lenti molto diverse. Helga e i suoi amici vedono il mondo attraverso la loro dipendenza, il che sembra rendere ammissibile e perdonabile mettere in pericolo la vita di un bambino, mentre Adrian guarda lo stesso mondo usando la sua straordinaria immaginazione e la sua sete di storie fantastiche, in cui valorosi cavalieri affrontano mostri orribili. La grande riuscita della sceneggiatura di Goiginger sta nel mettere in risalto i due punti di vista in modo convincente e nell’offrire al pubblico una lezione su ciò che è importante nella vita.

The Best of All Worlds è prodotto dalla struttura austriaca Ritzlfilm e coprodotto da Lailaps Pictures (Germania).

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(Tradotto dall'inglese)

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