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LONDRA 2017

Ghost Stories: uno spettacolo scettico

di 

- Un parapsicologo perseguitato indaga su tre casi paranormali nell’adattamento cinematografico di Jeremy Dyson e Andy Nyman della loro piéce teatrale, presentato in anteprima mondiale a Londra

Ghost Stories: uno spettacolo scettico

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, l’adattamento cinematografico di Jeremy Dyson (The League of Gentlemen) e Andy Nyman della loro opera teatrale del 2010 nominata agli Olivier Awards, è stato presentato in anteprima mondiale al 61o London Film Festival, dove concorre nella categoria Cult. Il professor Philip Goodman (Nyman), parapsicologo scettico, accetta di assecondare la richiesta di un uomo sul punto di morte di risolvere tre casi paranormali inspiegabili, ma le sue indagini, più che sui fatti misteriosi, faranno luce su Goodman stesso.

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Spesso è difficile fare l’adattamento cinematografico di un’opera teatrale di successo, in quanto l’ambiente intimo del teatro e l’immediata connessione tra il pubblico e gli attori possono venir meno nella trasposizione sul grande schermo. La performance di un attore catturata con una cinepresa, ripresa in scene brevi, a volte non in sequenza, non ha nulla della fluidità e della spontaneità che la stessa interpretazione ha dal vivo.

Fortunatamente, l’adattamento cinematografico di Dyson e Nyman evita molte delle potenziali insidie, in gran parte grazie alla chiara influenza del cinema horror su entrambi gli scrittori. In termini stilistici, il film fa riferimento in maniera esplicita a registi quali Alfred Hitchcock e Sam Raimi, mentre la struttura narrativa deve molto alle antologie e alla terminologia horror tanto amate dal cinema britannico degli anni ’70.

I tre casi su cui Goodman indaga coinvolgono un guardiano notturno inquieto (Paul Whitehouse) ricoverato in un ospedale per derelitti, un futuro padre (Martin Freeman) che trova un poltergeist nella scuola materna e un adolescente senza patente (Alex Lawther) turbato da un giro in macchina nel bosco, che può soltanto essere descritto come la pubblicità di un’auto realizzata dall’autore di horror paranormale Dennis Wheatley. Ogni storia è perfettamente studiata – ad esempio, gli oggetti e le figure vengono sfocati per concedere al pubblico un certo grado di rassicurante smentibilità, la consolatoria possibilità che forse non è ancora il momento di aver paura.

Nonostante siano queste situazioni familiari a chiunque abbia una conoscenza pregressa del cinema horror, la sceneggiatura di Dyson e Nyman apporta una grande dose di humour. Una scena che vede misteriose interruzioni di corrente è resa meno tesa da uno spaventoso e incredibilmente divertente spettacolo radiofonico in tarda serata, che viene costantemente interrotto. Tuttavia, lo humour non oscura mai l’horror e le battute servono ad alleviare la tensione tra momenti che fanno venire la pelle d’oca.

Ghost Stories è un film che ricorda che il cinema horror può essere più che rumori forti improvvisi e semplici momenti di tensione. Ci sono spiriti più profondi e spirituali del poltergeist nella scuola materna: lo scopo delle indagini di Goodman è di rassicurare un uomo sul punto di morte che il suo lavoro non è stato vano, svolto sotto la falsa convinzione che tutto è come sembra. La credenza e la fede sono temi centrali nel film, e, fino alla fine, questo cerca di lottare contro la paura dei nostri cari che non ci sono più e contro la consapevolezza che anche noi, un giorno, moriremo. Fino a quel giorno, ci saranno film coinvolgenti come Ghost Stories che ci delizieranno con la capacità di farci ricordare e allo stesso distogliere da questa passeggera esistenza.

Ghost Stories è una produzione di Warp Films, Altitude e Catalyst Global Media, in collaborazione con Lionsgate. È distribuito nel Regno Unito da Lionsgate, mentre le vendite internazionali sono gestite da Altitude.

La nostra copertura per il 61° BFI London Film Festival è gestita in collaborazione con lo UK National Film and Television School's MA in Cinema, Organizzazione e Gestione.

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(Tradotto dall'inglese da Giulia Gugliotta)

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