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SEMINCI 2017

The Bookshop: care parole (scritte e orali)

di 

- Isabel Coixet adatta il romanzo di Penelope Fitzgerald sotto forma di una dichiarazione d’amore ai negozi di libri, alle signore coraggiose e ai dialogi sottili

The Bookshop: care parole (scritte e orali)
Bill Nighy e Emily Mortimer in The Bookshop

Non stupisce che The Bookshop [+leggi anche:
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, nuovo film di Isabel Coixet, abbia ricevuto il premio del miglior adattamento cinematografico di un romanzo alla recente Fiera del Libro di Francoforte: la cineasta catalana, anche se ha variato un po’ il finale, ha trasposto fedelmente in immagini lo spirito dell’originale letterario di Penelope Fitzgerald. Il film, che ha per protagonisti i britannici Emily Mortimer e Bill Nighy, e la nordamericana Patricia Clarkson (che torna a lavorare con la regista catalana dopo Lezioni d'amore [+leggi anche:
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e Aprendiendo a conducir), affiancati dagli spagnoli Jorge Suquet e Charlotte Vega, ha inaugurato lo scorso sabato, 21 ottobre, l’edizione numero 62 della Semana Internacional de Cine de Valladolid - Seminci, che si svolgerà fino a sabato 28.

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Dopo i magnifici paesaggi innevati del suo film precedente, Nessuno vuole la notte [+leggi anche:
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(che aprì la Seminci due anni fa), Coixet ha limitato a una cittadina inglese la geografia di questo film che, come in quell’altro, ritrae una donna con ideali di ferro e un coraggio incrollabile di fronte alle avversità. Se Juliette Binoche lottava contro il clima ostile e una verità che non voleva vedere, ora Mortimer, senza quasi uscire da un microcosmo apparentemente pacifico e civilizzato, dovrà affrontare il peso dell’intransigenza locale e quella dannata realtà che finisce per imporsi sui suoi sogni di diffondere la cultura, la sensibilità e le emozioni preziose impresse nelle pagine di un libro.

In questa via crucis di una donna alla ricerca di un ideale, la regista di A los que aman scommette su un classicismo calmo, conversazioni interminabili tra i suoi personaggi e una sceneggiatura che descrive un tempo e un paesaggio che sembrano invitare alla pace, ma dove si combattono piccole guerre affinché non vari di una virgola l’“ordine” stabilito. Se i libri rappresentano l'evoluzione, la società si incarica di fermare quella forza, troppo potente per farla vivere al suo interno. È questo che trasmette questo film che, attraverso un piccolo atto eroico, ritrae un tempo (fine degli anni Cinquanta del secolo scorso) di emozioni contenute, di classismo sociale e di paura dello straniero, dove il pettegolezzo è un'arma molto potente: qualcosa che, forse, non è tanto lontano dal nostro presente.

Vedendo con quanta sensibilità coccola il suo personaggio principale, si comprendono meglio le parole di Isabel Coixet: "La lettura del libro su cui si basa The Bookshop è stata una rivelazione per me: mi sentivo trasportata nel 1959 e credevo di essere l’ingenua, dolce e idealista Florence Green (Mortimer). Infatti, lo sono: mi sento profondamente legata a questo personaggio, in un modo che non ho mai sentito con i protagonisti degli altri miei film". Amen.

The Bookshop è una produzione britannico-spagnola tra Diagonal Televisió, A Contracorriente FilmsGreen Films AIE e Zephyr Films, con la partecipazione di TVE, Movistar+, Telecable, Northern Ireland Screen, One Two Films e SR-Arte. A Contracorriente Films lo distribuirà nelle sale spagnole il 10 novembre.

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