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SUNDANCE 2018 Concorso World Cinema Dramatic

Recensione: Holiday

di 

- La regista svedese Isabella Eklöf presenta una critica sottile e divisiva al materialismo dominante e allo sfruttamento della donna attuali, visti attraverso gli occhi un’eroina sovversiva

Recensione: Holiday
Victoria Carmen Sonne in Holiday

Mentre accresceva la sua esperienza nei cortometraggi, e dopo aver ricevuto il prestigioso premio danese "Bisballeprisen" per il suo spigoloso Notes from Underground (2012), la sceneggiatrice e regista svedese Isabella Eklöf stava anche sviluppando il suo primo lungometraggio, Holiday [+leggi anche:
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intervista: Victoria Carmen Sonne
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, che ha avuto la sua anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2018, nel concorso World Cinema Dramatic.

La giovane e bella Sascha (Victoria Carmen Sonne) viaggia dalla Danimarca alla Turchia, nella località turistica di Bodrum, per trascorrere un lungo periodo di vacanza con il suo ragazzo gangster Michael (Lai Yde). Anche se non riesce a superare il suo test di lealtà, Sascha viene accolta nella grande "famiglia" criminale nella sua lussuosa villa. Dato che lei è il membro più recente e la protetta del capo, inizia subito a godere di ricchezza sfrenata, vita facile e regali costosi. Presto, la scintilla iniziale svanisce, i regali non bastano più a sostituire le vere emozioni e la violenza comincia a dominare. Quando Sascha incontra casualmente un bel turista olandese, Tomas (Thijs Römer), che rappresenta il rovescio emotivo di Michael, si innamora di lui. Divisa tra questi due personaggi maschili completamente opposti, Sascha sarà coinvolta in un triangolo amoroso e dovrà pagare per le sue decisioni.

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Sulla carta, la sceneggiatura scritta da Eklöf e Johanne Algren può sembrare misogina e lasciar poco spazio per ulteriori interpretazioni. Fortunatamente, è l'esatto opposto. Iniziando con la costruzione del personaggio di Sascha – ritratto nuovamente dalla talentuosa Sonne come oggetto del desiderio, come nel caso di Winter Brothers [+leggi anche:
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intervista: Elliott Crosset Hove
intervista: Hlynur Pálmason
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di Hlynur Palmason – il regista crea un’archetipica fidanzata trofeo che, a prima vista, è affascinata dal materialismo. Ma fa un passo avanti, descrivendo Sascha come profondamente consapevole della propria natura materialistica e del proprio bisogno di inserirsi in una nuova vita senza preoccupazioni. Accetta inconsciamente di essere posseduta e resa oggetto, e di diventare un elemento passivo di questo mondo di plastica, che è brillantemente ambientato in uno di quei tipici resort all-inclusive dove regna la beatitudine artificiale.

Certamente, la protagonista è una vittima, principalmente dei suoi bisogni auto-imposti. Dietro la sua innocente "faccia da bambola", cerca di manipolare i due pilastri della sua stessa sopravvivenza: lo stato finanziario di Michael e la conferma emotiva di Tomas. Sotto il fulgido sole mediterraneo e attraverso un lento processo di apprendimento, Sascha si evolve, diventando una femme fatale femminista sotto mentite spoglie. Impara e si adegua alle regole del perenne gioco di potere, sforzandosi di vincere, anche quando finisce per essere un oggetto sessuale sottomesso. Deve superare l'intensa crudeltà della sua vita narcisistica, incapsulata in un ambiente immacolato di perfezione costosa e splendente ricoperta di sperma, sangue e alcol.

Eklöf evita di giocare la carta moralistica e non giudica le azioni della sua eroina. Piuttosto, la osserva e, attraverso una sottile manipolazione, porta lo spettatore a sviluppare la sua opinione affrontando le proprie responsabilità. Questo potrebbe risultare contraddittorio e sollevare ancora più domande su chi sta vittimizzando chi, creando un'opportunità unica per un'indagine più approfondita delle nostre scelte personali.

Holiday è una coproduzione danese-olandese-svedese di David B Sørensen (Apparatur), con Trent, Charlotte Scott-Wilson (Oak Motion Pictures), Jonas Kellagher (Common Ground Pictures) e Simon Perry (Film i Väst). Il film è supportato dal Danish Film Institute, il Netherlands Film Fund, il Netherlands Film Production Incentive ed Eurimages. La compagnia greca Heretic Outreach gestisce le vendite nel mondo.

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(Tradotto dall'inglese)

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