email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

FILM Francia

Recensione: La Belle et la Belle

di 

- Sophie Fillières incastra realismo e finzione per una partitura divertente interpretata da Sandrine Kiberlain e Agathe Bonitzer

Recensione: La Belle et la Belle
Sandrine Kiberlain e Agathe Bonitzer in La Belle et la Belle

Flessibilità e immaginazione, questi sono gli ingredienti utilizzati da Sophie Fillières per invitare lo spettatore ad apprezzare il suo nuovo film, La Belle et la Belle. Sottolineando chiaramente il concetto di divertimento nel suo sesto film, la regista conferma una singolarità e un modo di trattare con leggerezza argomenti profondi già in atto soprattutto in Aïe (fuori competizione a Locarno nel 2000), Gentille (a Toronto nel 2005), Un chat un chat [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
(Forum del Festival di Berlino 2009) o ancora Arrête ou je continue [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
(Panorama del Festival di Berlino 2014).

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Tuttavia, questa volta mira molto più lontano poiché le due eroine del suo film (interpretate da Sandrine Kiberlain e Agathe Bonitzer) sono la stessa donna in due età diverse della sua vita (45 e 25 anni), un personaggio sdoppiato che s’incrocia nello spazio-tempo. Un concetto che risuona come fantascienza ma che la regista non affronta assolutamente in questo modo, anzi sceglie di trattarlo in maniera iperrealista come una sorta di banale incantesimo. E su questo specchio “magico”, una vede chi diventerà e l’altra chi è stata, ognuna traendo insegnamento per cambiare ciò che è adesso.

Partendo da questo presupposto, la regista delinea una messa in prospettiva dell’impulsività giovanile (la giovane Margaux va a letto con chiunque con molta facilità e senza provare alcun sentimento, è un po’ ladra, il tutto sapendo che può fare ciò che vuole) e degli interrogativi della maturità (la quarantenne Margaux oscilla tra i desideri d’amore e di solitudine, vede anche profilarsi l’ombra della morte nel suo entourage, “ha paura di non piangere o di piangere troppo”). Altri due personaggi recitano il ruolo di perni attorno ai quali ruota la doppia protagonista: l’amica di gioventù Esther (Lucie Desclozeaux) e l’amore - amante delle due Margaux (Melvil Poupaud). 

Orchestrando quest’impossibile incontro tra passato e futuro, tra un ricordo di sé che fornisce materiale per la psicanalisi e una proiezione di sé come se fosse nutrita dalle previsioni inevitabili di una veggente, Sophie Fillières (che ha scritto da sola la sceneggiatura) si diverte a giocare con la comicità di questa situazione (“avevo paura di non riconoscerti”). Una leggerezza che dà eleganza al film ma ne è anche il tallone d’Achille poiché in questo gioco di riflessi, di sogni premonitori o di un altro possibile inizio, niente sembra veramente rilevante, cosa che gradualmente diluisce il potenziale seducente del concept, tuttavia senza fortunatamente cancellarlo del tutto grazie alle abilità della regista e dei suoi interpreti.

Prodotto da Christmas in July, La Belle et la Belle è venduto a livello internazionale da Indie Sales. La sua uscita francese è gestita da Memento Films Distribution.

(Tradotto dal francese da Francesca Miriam Chiara Leonardi)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.