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FESTIVAL Regno Unito

Al via il festival BFI Flare di Londra

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- La 32a edizione del festival cinematografico LGBTQ+ di Londra presenterà più di 50 film e 90 corti dal 21 marzo al 1° aprile

Al via il festival BFI Flare di Londra
My Days of Mercy di Tali Shalom Ezer

Il film d’apertura del 32° BFI Flare London LGBTQ+ Film Festival (21 marzo - 1 aprile) è stato la coproduzione britannico-americana diretta da Tali Shalom Ezer My Days of Mercy [+leggi anche:
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, su due donne (Ellen Page e Kate Mara) con due background completamente diversi e diverse visioni politiche che si innamorano l'una dell'altra. La proiezione clou (Centrepiece Screening) è la prima mondiale del documentario britannico A Deal With the Universe [+leggi anche:
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dell’ex programmatore del BFI Flare Jason Barker. Realizzato con filmati amatoriali girati nell'arco di un decennio, descrive nel dettaglio i tentativi del transgender Jason e della sua compagna Tracey di concepire un figlio. Il film di chiusura sarà la prima europea di Postcards from London [+leggi anche:
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, con Harris Dickinson e Jonah Hauer-King. Il regista Steve McLean ha girato un film ambientato a Soho nello spirito di Derek Jarman, che è una celebrazione dell'omoerotico nell'arte barocca.

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I programmatori hanno individuato diversi temi che sono emersi al festival quest'anno. Ci sono diversi film di e su queer non udenti e disabili. Fra questi, il cortometraggio "Fighters of Demons, Makers of Cakes", a cura di Sandra Alland, che esamina le vite di disabili LGBTQ+, cronicamente malati e/o sordi. Ci sarà una proiezione dello straordinario racconto di Robin Campillo del movimento ACT-UP di Parigi in 120 battiti al minuto [+leggi anche:
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intervista: Arnaud Valois
intervista: Robin Campillo
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come parte di un focus sull'HIV/AIDS, un argomento che è stato al centro delle preoccupazioni dei cineasti queer fin dagli anni '80. Il programmatore Brian Robinson terrà una conversazione illustrata sul "Cinema dell’AIDS", con 30 anni di virus sullo schermo, e il festival proietterà film classici legati all'AIDS. Un altro filo conduttore del festival è l'esplorazione delle famiglie LGBTQ+, e ci sarà una proiezione del documentario belga di Jessica Champeau F.A.M.I.L.Y, incentrato sui figli di coppie omosessuali.

Altri highlight del programma includono la saga degli spogliatoi del calcio svizzero Mario [+leggi anche:
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di Marcel Gisler; la prima mondiale del candido resoconto del regista scozzese Tristan Aitchison su intersessualità e vita trans in Kenya Sidney & Friends; la prima mondiale del sequel oscuro e inquietante di Gary Reich, Uncle David 2; il documentario emotivo di Linda Cullen e Vanessa Gildea The 34th, sulla battaglia per estendere l'uguaglianza matrimoniale alle coppie dello stesso sesso in Irlanda; il documentario di Rubi Gat Dear Fredy, che racconta la storia dell'eroico gay ebreo Fredy Hirsch, finito ad Auschwitz; e la prima proiezione britannica di The Happy Prince [+leggi anche:
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, che vede Rupert Everett dirigere e interpretare il film sugli ultimi anni traumatici dell'autore Oscar Wilde.

L’ampia offerta di eventi, conversazioni e dibattiti include una lettura di Gary Garb che rende omaggio ai registi gay dell'età dell'oro, il sempre popolare Big Gay Film Quiz e "Radfem/Trans: A Love Story", in cui il programmatore Jay Bernard condurrà un clip show e parlerà di come le spaccature nel movimento femminista sono state rappresentate sullo schermo.

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(Tradotto dall'inglese)

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