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CANNES 2018 Un Certain Regard

Recensione: Les Chatouilles

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- CANNES 2018: Un angolo originale sul problema dei traumi da adulto in seguito alle violenze sessuali subite da bambino in un film problematico realizzato da Andréa Bescond

Recensione: Les Chatouilles
Andréa Bescond in Les Chatouilles

L’enorme successo teatrale francese, Les Chatouilles [+leggi anche:
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di Andréa Bescond e Eric Metayer, ha tentato il grande salto verso il cinema, una scommessa audace che non ha avuto un enorme successo in occasione della sua première nella sezione Un Certain Regard della 71esima edizione del Festival di Cannes. Un impatto difficile legato alla collisione tra la natura del suo tema (una danzatrice lotta per liberarsi dai demoni della sua infanzia, le violenze sessuali subite all’età di otto anni da un amico di famiglia) e la sua forma (gli incessanti avanti e indietro tra l’età adulta della protagonista e il periodo traumatico, con versioni immaginarie su quello che sarebbe potuto succedere, il tutto attraverso un prisma di sedute psicoterapeutiche). 

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Questa eccessiva stilizzazione in una produzione molto lontana dai canoni del cinema d’autore presenti sulla Croisette e ovviamente concepita per provare a toccare un elevato numero di spettatori per quanto riguarda il suo tema principale (gli effetti devastanti della manipolazione pedofila sulla personalità della vittima) che tenderebbe piuttosto a mettere in fuga a priori gli spettatori, richiede una buona dose di tolleranza prima che si percepiscano gli effetti positivi. Pertanto, la storia in sé è drammatica e non è affatto un dibattito inconcludente.

Odette ha infatti otto anni quando Gilibert (Pierre Deladonchamps), un uomo sposato, padre di tre bambini, inizia il suo ignobile gioco che continuerà in modo discreto nel corso degli anni, nella più perfetta impunità, approfittando del suo controllo sulla bambina e della credulità dei genitori (Karin Viard et Clovis Cornillac) a cui è molto vicino. Un cerchio infernale che Odette spera di sciogliere partendo per studiare danza presso il Conservatorio Nazionale di Parigi, ma che continuerà fino alla sua crescita quando il predatore non ha più alcun interesse. Su tale situazione manterrà il segreto assoluto per molto tempo: un silenzio che non sarà senza ripercussioni sulla donna e sulla ballerina professionale (la stessa Andréa Bescond) che diventerà. Tali ripercussioni le manifesta nei suoi comportamenti di dipendenza, eccessiva violenza, tentativi di fuga all’estero e un malessere profondo che la parola libererà poco a poco fino al punto di rivelare la verità ai suoi genitori e affrontare il suo ex stupratore.

Caratterizzato da scene di danza in solitudine o in gruppo, da sedute dalla psicologa (Carole Franck), da un incontro amoroso con uno osteopata (Grégory Montel) e da giretti per Parigi con il suo amico d’infanzia diventato spacciatore (Gringe), Les Chatouilles soffre di un eccessivo uso di effetti in un pacchetto visivo di un prodotto formattato. Tuttavia, chi vorrà superare queste apparenze potrà essere toccato dai passaggi più strazianti del film, dall’energia brutale della sua regista-interprete.

Prodotto da Les Films du Kiosque, Les Chatouilles è venduto a livello internazionale da Orange.

(Tradotto da Francesca Miriam Chiara Leonardi)

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