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Presentazione

di 

- In cartellone Bertolucci, i Coen, Greenaway, Allen e Kitano. Forfait di Wong Kar Way e Bergman. Tanta Europa e 3 italiani in concorso

Presentazione

Se "i numeri tondi portano fortuna" allora la 60ma edizione della Mostra di Venezia di fortuna ne avrà parecchia. Anche perché sono proprio questi numeri a promettere una manifestazione davvero esaltante. Non è stato facile scegliere tra i 1.591 titoli ricevuti tra lunghi, corti e documentari di cui ben 255 di produzione italiana. Ma se lo scorso anno Moritz de Hadeln non si è lasciato impressionare dalla manciata di giorni a sua disposizione per pianificare un programma quantomeno interessante, con il risultato di aver fatto gridare "al miracolo" numerosi rappresentanti della stampa internazionale, l'edizione 2003 promette di essere fantasmagorica.

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E nessuna delle numerose speculazioni, considerazioni e riflessioni pubblicate da maggio scorso ad oggi ha reso giustizia a Venezia 60 e alla sua competizione che viaggia con arte intorno al mondo. A partire da un'Europa davvero ben rappresentata con gli italiani Marco Bellocchio (Buongiorno notte), Paolo Benvenuti (Segreti di Stato) ed Edoardo Winspeare (il miracolo), i francesi Jacques Doillon (Rajia) e Bruno Dumont (29 Palms) la tedesca Margarethe von Trotta (Rosentstrasse) o il maestro portoghese Manoel de Oliveira che alla bella età di 95 anni torna per la quinta volta a Venezia con Un film falado; fino all'immancabile 'passaggio ad oriente' con l'imprescindibile Takeshi Kitano e la storia del suo anziano samurai di Zatoichi o il cineasta malese Tsai Ming Liang con Goodbye Dragon Inn, senza dimenticare il Sudamerica con il messicano Alejandro Gonzàles Iñarritu con 21 Grams.

Timorosi come sempre delle competizioni internazionali europee gli americani invece si affollano nella sezione Fuori Concorso accanto ai nomi altrettanto prestigiosi di Bernardo Bertolucci (The dreamers) e François Dupeyron che con Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran darà alla Mostra l'occasione di onorare il suo interprete, Omar Sharif. E così oltre al già confermato Woody Allen, che aprirà la manifestazione, ci sono i fratelli Coen che porteranno Intolerable Cruely, Jim Jarmush con Coffe and Cigarettes ed il suo cast stellare composto tra gli altri da Roberto Benigni, Steve Buscemi, Tom Waits e Iggy Pop fino all'attesissimo film di Stephen Norrington, The League of Extraordinary Gentlemen, adattamento della popolare serie di fumetti creata dal genio di Alan Moore.
Non è da meno la sezione "Controcorrente" che il direttore ha tenuto a definire in tutto equiparabile alla competizione di Venezia 60 per il pregio dei titoli presentati: ci saranno infatti Ciprì e Maresco con il provocatorio Ritorno di Cagliostro, Sofia Coppola con Lost in Translation e l'iraniano Babk Payami con Silence Between Two Thoughts.
De Hadeln contraddice con fierezza il grande Peter Greenaway che oltre ad essere a Venezia con il terzo episodio de The Tulse Luper Suitcases, aveva in progetto una conferenza sulla morte del cinema. E invece il cinema "è più vivo che mai!".

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