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LOCARNO 2018 Cineasti del presente

Recensione: Trote

di 

- LOCARNO 2018: Il silenzio, ciò che è nascosto e gli sguardi sono strumenti altamente espressivi nell'eccellente debutto del galiziano Xacio Baño

Recensione: Trote

Il fatto che Trote [+leggi anche:
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, debutto nel lungometraggio di Xacio Baño (Xove, Lugo, 1983), sia stato selezionato per partecipare a un festival prestigioso come Locarno, e che sia stata annunciata la sua inclusione nella sempre stimolante e sorprendente sezione Zabaltegi-Tabakalera del 66° festival di San Sebastián (leggi la news), che si terrà dal 21 al 29 settembre, dimostra che non abbiamo a che fare con un film come tanti altri.

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Trote è una grande metafora, un grido silenzioso, un’esplosione di angoscia. Un film di una bellezza mozzafiato, ma, allo stesso tempo, di una durezza profonda, accentuata dalla sua delicata messa in scena, sensibile e semplice, che non trascura l'amore per i dettagli e la ricerca per nulla presuntuosa, del bello, qualcosa che la natura della Galizia, dove il film è girato, regala con generosità.

Baño, che ha già partecipato nella sezione ufficiale di Locarno tre anni fa col suo cortometraggio Eco, debutta nel formato lungo con un film sull’incomunicabilità, l'addomesticamento, il desiderio di libertà e lo scontro tra generazioni. L'ancestrale e il moderno si scontrano, così come il selvaggio e il civilizzato. E il regista distilla tutto ciò sullo sfondo di una festa popolare, brutale e arcaica come Rapa das Bestas, le cui inquadrature – ancora una volta, bellissime – aprono e chiudono un film che va ben oltre la sua apparente umiltà.

La sua misteriosa trama si articola intorno a una famiglia locale, che si sta ancora riprendendo da un incidente e dalla perdita di uno dei suoi membri. Un padre e due figli devono affrontare la nuova situazione, che è conseguenza di un passato insoddisfacente, opprimente e doloroso. Questo disagio, che i suoi attori trasmettono con i loro occhi, la loro economia dei gesti e il loro linguaggio del corpo, invade un film per altri versi pieno di colore, vita e luce, perché le miserie sono saggiamente mimetizzate sotto le spoglie della routine, della consuetudine e della – scomoda – monotonia.

Film parlato in galiziano, scritto da Baño con Diego Ameixeiras, e interpretato magnificamente da María Vázquez (scoperta come protagonista in Mataharis, di Icíar Bollaín), Celso Bugallo (veterano attore ammirato in Mare dentro [+leggi anche:
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, di Amenábar), Diego Anido e Tamara Canosa (Sicixia [+leggi anche:
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), Trote è una produzione della spagnola Frida Films e della lituana m-films, che ha contato sull’appoggio di AGADIC (Axencia Galega das Industrias Culturais de la Xunta de Galicia), la collaborazione di Televisión de Galicia e la sovvenzione del Lithuanian Film Centre. Delle sue vendite si occupa Patra Spanou Film Marketing & Consulting.

(Tradotto dallo spagnolo)

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