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LOCARNO 2018 Fuori concorso

Recensione: Sembra mio figlio

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- LOCARNO 2018: Presentato in prima mondiale, fuori concorso al 71° Locarno Festival, il film di Costanza Quatriglio fonde, con grande sensibilità, realtà e finzione

Recensione: Sembra mio figlio
Basir Ahang e Tihana Lazović in Sembra mio figlio

Come spesso accade, l'ultimo film di Costanza Quatriglio nasce per caso. Sembra mio figlio [+leggi anche:
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intervista: Costanza Quatriglio
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, presentato fuori concorso al 71° Locarno Festival, ha le sue radici in un film della stessa regista, Il modo addosso (2006), dove Mohammad Jan Azad racconta: "Quando incontro per le strade in ragazzi afghani, io chiedo come sono arrivati qui, da quale parte dell'Afghanistan provengono, se vengono proprio dalla mia zona … forse prima o poi conoscerò qualcuno che mi darà la possibilità di trovare la mia famiglia … cerco sempre qualcuno a cui chiedere dove sta la mia famiglia." 

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Jan é scappato dall'Afghanistan quando era ancora un bambino, e da allora non ha più avuto notizie dei suoi genitori. Nel 2010 Costanza viene a sapere che Jan è riuscito ad avere un primo contatto telefonico con la madre; da quel momento inizia un lungo viaggio nella trascrizione dei suoi racconti che la porta ha realizzare il cortometraggio Breve film d'amore e libertà in cui lo stesso Jan interpreta e rivive le telefonate con la madre fino allo struggente reciproco riconoscimento. 

Le centinaia di pagine raccolte diventano la base per inventare una storia che entra e esce dalla realtà: il protagonista, Ismail, vive in Europa con il fratello Hassan, entrambi scappati da bambini alle persecuzioni dei Talebani nei confronti del popolo Hazara. Grazie ad un incontro fortuito Ismail riesce, dopo moltissimi anni, a parlare al telefono con quella che dovrebbe essere sua madre, ma lei non lo riconosce. 

Inizia qui, attraverso il tentativo di Ismail di "ritrovare" la madre, e quindi le sue origini, un allargamento graduale della narrazione, in cui il fuori campo entra progressivamente in campo: partendo dalla madre fino a giungere alla storia dell'intero popolo Hazara.

Come spiega la regista, commossa, al termine della proiezione: "La realizzazione del film è durata molto tempo. Nulla è stato semplice, al contrario, innumerevoli sono state le sfide da affrontare nel nome di questo film impossibile. Con gli attori, il poeta Basir Ahang che interpreta Ismail, il co-sceneggiatore Mohammad Jan Azad, e tutto il cast, abbiamo attraversato zone delle condivisione che non avrei mai immaginato e che ci hanno regalato momenti di emozione unici e totalizzanti". Come quelli che ci trasmette questo bellissimo film.

Costanza Quatriglio nasce a Palermo nel 1973. Dopo essersi diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, esordisce nel 2003 con L'isola, presentato al 56° Festival di Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs. È dello stesso 2003, Racconti per l'isola, in cui la regista svela il metodo utilizzato con gli attori non professionisti per realizzare il film L'isola. L'amore per il cinema del reale la spinge verso il genere documentaristico con Raiz del 2004, Il mondo addosso, presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2006 e Il mio cuore umano, Evento Speciale al Festival di Locarno del 2009. I suoi film più recenti evidenziano la continua ricerca personale nel segno della commistione dei generi: Terramatta [+leggi anche:
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intervista: Costanza Quatriglio
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, nastro d'Argento per il miglio documentario nel 2013; Con il fiato sospeso, presentato alla 70° Mostra di Venezia nel 2013, ha vinto il Premio Gillo Pontecorvo per il Miglior Film in lingua latina; Triangle [+leggi anche:
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, Nastro d'Argento per il miglior Documentario nel 2015, e 87 ore, vincitore nel 2016 del Premio speciale per documentari ai Nastri d'Argento 2016.

Sembra mio figlio è una coproduzione tra Italia, Croazia e Belgio, produttore: Andrea Paris e Matteo Rovere (Ascent Film e Rai Cinema), co-produttori: Daniele Peck (Antitalent) e Ivy Vanhaecke (Caviar Films). La distribuzione internazionale è affidata a True Colours.

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