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LOCARNO 2018 Cineasti del presente

Recensione: Dead Horse Nebula

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- LOCARNO 2018: Il giovane regista turco, nato in Germania, Tarık Aktaş presenta nella sezione Cineasti del presente il suo primo misterioso lungometraggio

Recensione: Dead Horse Nebula

Tarık Aktaş si aggiudica con il suo primo lungometraggio Dead Horse Nebula [+leggi anche:
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scheda film
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 il premio per il miglior regista emergente nella sezione Cineasti del presente. La giuria del Locarno Festival ha deciso di ricompensare un film spiazzante e poetico che trasforma la realtà in sogno.

Dead Horse Nebula, coproduzione turco (Hay Film) francese (Arizona Film), stupisce attraverso/con delle immagini grandiose nella loro semplicità, al contempo dirette e metaforiche. A sette anni Hay, il protagonista di questo viaggio nella memoria, vede un cavallo morto. In un primo momento, scruta con sospetto la carcassa dell’animale, sorta d’impronta effimera di una vita che fa ormai parte del passato. Malgrado la paura, la curiosità lo spinge ad avvicinarsi all’animale o meglio, a quello che di lui rimane. Quest’osservazione quasi clinica della carcassa e degli sforzi degli adulti per liberarsi del cadavere, lasciano nel bambino un’impronta indelebile.

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Diventato ormai adulto, Hay si taglia accidentalmente la mano mentre sta sacrificando una pecora per una festa. Quest’incidente di per sé banale, fa emergere in lui i ricordi della sua infanzia ed in particolare dell’incontro con il cavallo morto. Comincia quindi un viaggio metaforico e onirico dove esseri umani, animali e natura sembrano fondersi.

Dead Horse Nebula si costruisce attraverso un susseguirsi di piccoli ma significativi incidenti. Dei micro avvenimenti che normalmente svaniscono senza lasciare traccia ma che, attraverso la cinepresa di Tarık Aktaş, diventano miracolosamente tangibili. Gli esseri viventi: umani, animali e natura si incontrano, si osservano e dialogano mostrandoci quanto in fondo si somiglino.

Dead Horse Nebula può essere visto come un crocevia di memorie: quella del regista ma anche quella delle persone che gli sono vicine. Poco importa in fondo a chi appartengano i ricordi, quello che conta è la crudele poesia delle immagini che li accompagnano.

Tarık Aktaş ritrascrive attraverso il mezzo filmico l’effimero dell’esistenza, l’ambiguità di quello che chiamiamo comunemente “realtà”. Il personaggio principale osserva il mondo che lo circonda con occhi diversi, come se la memoria di un avvenimento passato, la morte del cavallo, lo risvegliasse improvvisamente riportando alla superfice un mondo che pensava sommerso. Crescendo, Hay analizza quello che ha vissuto nell’infanzia in modo cosciente, rilevandone l’essenza. I concetti di materialità, similitudini tra umani e natura o ancora l’effimero dell’esistenza diventano tangibili. Dead Horse Nebula è un film che ci spinge verso territori inesplorati, esteticamente poetici e ricchi di mistero.

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