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TORONTO 2018 Discovery

Recensione: Float Like a Butterfly

di 

- TORONTO 2018: La regista irlandese Carmel Winters affronta con efficacia il tema della mascolinità tossica in una pittoresca Irlanda

Recensione: Float Like a Butterfly
Hazel Doupe in Float Like a Butterfly

Il premio FIPRESCI del programma Discovery del Festival di Toronto è andato al penetrante film drammatico irlandese della regista-sceneggiatrice Carmel Winters, Float Like a Butterfly [+leggi anche:
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arriva un altro film in cui la musica è importante quanto il dialogo. Winters (il cui lungometraggio d'esordio, Snap, ha vinto come miglior film irlandese ai Dublin Critics' Circle Awards) ha messo insieme un favoloso, organico mix di canzoni tradizionali irlandesi, boxe ed emancipazione femminile. È una storia di attaccamento alle proprie convinzioni, anche quando tutta la società ti rema contro, e quale miglior talismano di Muhammad Ali, il pugile che trascorse anni in prigione e dovette rinunciare alla sua corona dei pesi massimi per essersi rifiutato di combattere nella guerra del Vietnam?

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Il titolo del film è tratto dalla famosa frase di Ali "vola come una farfalla, pungi come un'ape". Crescendo, Frances (Hazel Doupe) ha visto Ali consegnare i suoi famosi discorsi e pugni sull’unico televisore in bianco e nero della comunità di nomadi irlandesi da cui proviene. Il favoloso lavoro alla fotografia di Michael Lavelle e la scenografia di Toma McCullim utilizzano cavalli, tende, bambini piccoli e fuochi all’aperto di grande effetto per dare vita e un'atmosfera familiare al film seppur con un budget limitato. Quel calore è catturato nelle canzoni cantate intorno alla legna in fiamme, e nella favolosa e amorevole relazione tra Frances e il suo stravagante padre, Michael (Dara Devaney), che le insegna a boxare e a badare a se stessa.

Ma tutte le cose belle hanno una fine. Quando arriva la polizia, che accusa Michael di non mandare sua figlia a scuola, finisce in tragedia, e la natura della relazione tra padre e figlia cambia per sempre. Diversi anni dopo, Michael torna dalla prigione amareggiato, e Winters ora porta i personaggi in un viaggio in cui trovare un marito a Frances è considerato l'unico modo per tenerla calma. Ma è Michael, ora un alcolizzato, che si rivela essere il problema, poiché la sceneggiatrice-regista usa la sua dipendenza dalla bottiglia e il suo atteggiamento nei confronti dei suoi figli come un trattato sulla natura tossica della mascolinità. La violenza è ovunque, e il trattamento dei Viaggiatori da parte del resto del mondo è ugualmente aberrante, come dimostrato quando Frances va a comprare del latte e viene maltrattata. Il road trip che la famiglia intraprende non è avvincente quanto le scene ambientate nella comunità dei Viaggiatori, ma è un piccolo difetto in un film che colpisce più di quanto ci si aspetti.

Float Like a Butterfly è una produzione Samson Films e Port Pictures in associazione con Irish Film Board e RTÉ, con la partecipazione di Broadcasting Authority of Ireland e WestEnd Films.

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(Tradotto dall'inglese)

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