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FILM Regno Unito / Stati Uniti

Recensione: Colette

di 

- Wash Westmoreland celebra la scrittrice francese che ha urlato “me too” con un secolo d’anticipo. Keira Knightley è la protagonista

Recensione: Colette
Keira Knightley in Colette

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di Wash Westmoreland in cui Willy, l’opportunista primo marito della grande scrittrice francese, si chiede se una delle opere della moglie possa essere sfruttata da “questa nuova moda delle immagini in movimento”. Siamo nella Parigi negli ultimi anni del 1800 e i fratelli Lumière già proiettano in pubblico l’arrivo dei treni in stazione. In quella battuta che anticipa il cinema di domani (e in effetti dal romanzo breve “Gigi” di Colette, Vincente Minnelli trasse il film omonimo del 1958 che vinse nove Oscar) c’è tutto il senso del film del regista britannico. Scritto da Westmoreland nel 2001, dunque in tempi non sospetti (la sceneggiatura è firmata dal regista con Richard Glatzer e Rebecca Lenkiewicz) Colette è totalmente calato nel presente. Il presente del movimento #metoo, di Time's Up e delle innumerevoli iniziative che oggi combattono contro la disparità di genere. Ma il biopic sulla icona femminista francese dalla vita trasgressiva e tumultuosa non è solo un inno all’uguaglianza sessuale e sociale ma un fantastica macchina d’intrattenimento fatta con humour, eleganza e profondità. 

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Sidonie-Gabrielle Colette è un’eroina che può attraversare il tempo. Il suo talento, unito ad un coraggio impareggiabile con cui ha affrontato la società patriarcale ottocentesca, è un esempio universale, reso molto bene dall’interpretazione di Keira Knightley, affiancata da un’altrettanto fenomenale Dominic West nei panni del deprecabile ma affascinante Henry Gauthier-Villars, detto Willy. Ruolo non facile, considerato che l’impresario che aveva creato un vero e proprio brand letterario sfruttando odiosamente la genialità della moglie, era una vera celebrità all’epoca ma totalmente sconosciuto al pubblico di oggi.

Colette, come si vede nelle prime immagini del film, è una fanciulla anticonformista nata nella campagna della Borgogna (ricostruita in Northamptonshire e in Oxfordshire), la cui intelligenza è intuita solo dalla madre Sido (Fiona Shaw). Attratto dalla sua bellezza e arguzia, l’ambizioso impresario letterario la sposa e la porta al centro del mondo: la Parigi fin-de-siecle (le location sono in realtà a Budapest). La vita della coppia è rutilante - teatri, salotti, caffè e ristoranti - lui tradisce lei con prostitute e signore dell’alta borghesia, lei si sente attratta anche dall’altro sesso, lui gioca tutto quello che ha ai tavoli da gioco e alle corse, lei scrive. Ma il sodalizio matrimoniale si basa sulla sopraffazione. Willy, senza comprenderne ancora appieno le potenzialità, invita la moglie a scrivere dei suoi ricordi scolastici. Incalzato dai debitori, Willy tira fuori dal cassetto quegli scritti biografici e li sottopone agli editori come suoi. “Claudine à l'école” viene pubblicato dalla Societé d'Éditions Littérarires et Artistiques ed apre la strada ad una fortunata serie a sfondo erotico, sempre con la firma del solo Willy. 

La protagonista dei libri, Claudine, diventa un’icona pop, le giovani parigine si vestono come lei, una studentessa disinibita. Colette ha una breve relazione con la ricca, annoiata e irrequieta Georgie Raoul-Duval, poi conosce Mathilde de Morny, Marchesa di Belbeuf, detta Missy (Denise Gough) e questo incontro cambia la sua vita. L’aristocratica pittrice bisessuale che veste abiti maschili in pubblico sfidando il perbenismo della Belle Époque, porta Colette all’emancipazione. Affrancatasi dal marito, la scrittrice prende lezioni di recitazione e parte in tour, dopo la famosa performance del Rêve d'Égypte al Moulin Rouge nel 1907, durante la quale Colette bacia Missy sul  palco e scatena un tafferuglio tra il pubblico.

Questo film che si ispira al cinema di Max Ophüls e celebra la donna che ha urlato “me too” con un secolo d’anticipo è una co-produzione anglo-americana di Number 9 Films, Bold Films (USA), BFI, Killer Films (USA) e Lipsync Productions. Il film sta arrivando nelle sale europee fino a gennaio. Nelle sale italiane con Vision Distribution da oggi 6 dicembre.

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