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LES ARCS 2018

Recensione: Nos vies formidables

di 

- Fabienne Godet esplora il tema della disintossicazione in un film di finzione di grande finezza, con una profondità incontestabile e un'intensità sorprendente

Recensione: Nos vies formidables
Zoé Héran e Julie Moulier in Nos vies formidables

"Che cosa consumavi?" - "Alcol, tutto ciò che mi capitava tra le mani, farmaci, neo-codion, ritalin, valium, coca ogni giorno. Ho dolore dappertutto". È in un grande maniero, nella campagna isolata, che la regista francese Fabienne Godet ha scelto di ambientare il suo Nos vies formidables [+leggi anche:
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intervista: Fabienne Godet
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, un'opera di finzione estremamente forte nel suo approccio sobrio, delicato, sensibile e meticoloso al processo di disintossicazione attraverso la risoluzione individuale dei conflitti interiori, tramite la vita in comunità, le terapie di gruppo e la ricostruzione di un legame sociale per liberarsi dalle catene della dipendenza e dal giogo delle ferite intime.

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Proiettato al 10° Les Arcs Film Festival nella sezione Hauteur, il quarto lungometraggio della regista, dopo Sauf le respect que je vous dois [+leggi anche:
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(San Sebastian nel 2005), Ne me libérez pas je m'en charge [+leggi anche:
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(Forum della Berlinale 2009 e nominato al César 2010 per il miglior documentario) e Une place sur la terre [+leggi anche:
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(2013) conferma il suo talento delicato e avrà la sua prima internazionale al 43° Festival di Rotterdam (dal 23 gennaio al 3 febbraio 2019) nel programma Voices.

A differenza di altri titoli recenti francesi sullo stesso argomento (La Prière [+leggi anche:
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, La Fête est finie [+leggi anche:
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), Nos vies formidables assume la forma del film corale e la sua trama non si allontana mai dal centro di disintossicazione e dalla natura circostante. Un mosaico di una quindicina  di personaggi tossicodipendenti che Fabienne Godet assembla senza mai cercare il colpo di forza narrativo, con la cinepresa che si armonizza tranquillamente con il ritmo del luogo e la solitudine interiore acuta dei protagonisti, lasciando lentamente emergere verità dolorose dell'esistenza degli uni e degli altri, e la nascita di una solidarietà allo stesso tempo fragile e intensa.

Un personaggio chiave svolge tuttavia il ruolo di specchio attivo di questo ritratto di gruppo, nella persona di Margot (l'eccezionale Julie Moulier che ha anche scritto la sceneggiatura con la regista), una giovane trentenne proveniente da una ricca famiglia di provincia e che è sprofondata nella tossicodipendenza dopo essere arrivata a Parigi per i suoi studi superiori ("mi chiedo ancora oggi come ho fatto a restare viva"). Arrivata per dieci settimane di trattamento e inizialmente resistente alla prospettiva di rivelare la propria intimità durante le sessioni di gruppo (guidate da due terapeuti) che scandiscono il quotidiano, Margot va, come tutti gli altri, a scavare gradualmente fino alla fonte psicologica della sua dipendenza, una presa di coscienza e un percorso violento e difficile basato sul riapprendimento della fiducia, della sincerità, della responsabilità e dei sentimenti, sotto la permanente minaccia del risorgere dei fantasmi del passato.

Composto da 15 parti corrispondenti ai giorni 2, 3, 7, 10, 13, 17, 19, 22, 24, 27, 30, 38, 42, 43 e 48 del soggiorno di Margot, Nos vies formidables è un film notevole che si prende il tempo di lasciar vivere le emozioni più indicibili, catturando l'inflessione dei volti, le sfumature degli sguardi, i non detti e le confessioni, il disordine delle sofferenze personali e il valore prezioso delle dinamiche collettive che mescolano dolori e gioie. Un quadro composito commovente e integrato che Fabienne Godet porta a compimento brillantemente e senza ostentazione associando un'esplorazione quasi documentaria a chiavi di finzione che non manipolano i sentimenti dello spettatore, una combinazione che fa onore a una cineasta infinitamente rispettosa del suo soggetto e di una profondità paradossalmente tanto discreta quanto impressionante.

Prodotto da Le Bureau, Nos vies formidables sarà lanciato in Francia il 6 marzo da Memento Films Distribution. Le vendite internazionali sono guidate da The Bureau Sales.

(Tradotto dal francese)

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