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IFFR 2019 Concorso Big Screen

Recensione: The Best of Dorien B.

di 

- La belga Anke Blondé ritrae una donna in crisi che si riconnette con le sue emozioni e i suoi sogni mentre la sua vita va in frantumi

Recensione: The Best of Dorien B.
Kim Snauwaert in The Best of Dorien B.

Dorien B. ha tutto o quasi per essere felice: bei figli, un bel marito, una bella casa nei boschi. Ha anche rilevato lo studio veterinario di suo padre, dove gli affari vanno piuttosto bene. I primi minuti di The Best of Dorien B. [+leggi anche:
trailer
intervista: Anke Blondé
scheda film
]
della regista belga Anke Blondé, presentato in prima mondiale in apertura della competizione Big Screen del Festival di Rotterdam, mostrano la sua protagonista in piena attività domestica, mentre glissa da una parte all'altra della casa come una dea del focolare per occuparsi delle sue mansioni che richiedono tempo e assicurarsi che tutti siano ben serviti, o piuttosto che suo marito e i suoi due figli siano ben serviti. Questa dimostrazione di casalinga multitasking rende immediatamente l'idea della posta in gioco e dei limiti di una moglie e madre catturati da una filastrocca: ordinare, lavare, cucinare, smistare, lavorare, ordinare, lavare, cucinare, smistare, lavorare.

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L'archetipo di una vita ideale insomma, se Dorien non scoprisse in poche ore che sua madre ha avuto una doppia vita per anni, che suo marito è molto vicino alla sua ex-amante con cui si supponeva avesse rotto, e che ha un tumore al seno sinistro.

Una valanga di cattive notizie di cui Dorien vorrebbe parlare, se solo avesse qualcuno con cui confidarsi... Ma da buon piccolo soldato della vita domestica (da notare le numerose piccole cicatrici acquisite durante l'esercizio della sua professione di veterinaria), Dorien non ha mai avuto il tempo di informare gli altri dei suoi stati d'animo. Il suo tumore al seno agisce come un elemento dirompente che arriva non tanto a far scoppiare la sua bolla, quanto a rimettere in primo piano le sue emozioni e i suoi desideri. Che ne è stato, dunque, della ragazza selvaggia che sognava di lavorare con Veterinari senza frontiere e che ascoltava i Nirvana in macchina?

The Best of Dorien B. sottolinea come una serie di eventi sfortunati possano fungere da epifania e far precipitare la crisi di mezza età che minaccia molti di noi. Non si tratta dell’ennesimo dramma della depressione (e nemmeno di una commedia), ma piuttosto di una cronaca agrodolce che non manca di umorismo e ironia. Le cose sembrano andare in frantumi per la protagonista, ma mentre si domanda se è vittima di un accanimento del destino, si rende conto che ha tutte le chiavi in mano per forgiare il proprio destino – e uscir fuori dal percorso che è stato ben tracciato per lei.

Il film, ritratto di una donna al contempo sensibile e divertente, ripercorre l'itinerario di una ribellione, l'emancipazione tardiva ma salvifica di una trentenne in piena introspezione. Kim Snauwaert, attrice di teatro che interpreta il suo primo ruolo sullo schermo, dà vita a un'eroina tanto spontanea quanto determinata.

Questo primo lunogmetraggio di Anke Blondé, che qualche anno fa aveva realizzato il cortometraggio Dura Lex, è prodotto da Dries Phlypo e Jean-Claude Van Rijckeghem per A Private View, e da Marleen Slot per Viking Film. Il film è venduto nel mondo da Be For Films.

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(Tradotto dal francese)

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