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BERLINO 2019 Generation Kplus

Recensione: My Extraordinary Summer with Tess

di 

- BERLINO 2019: Il primo film del regista olandese Steven Wouterlood segue un ragazzo e una ragazza alla scoperta di loro stessi mentre varcano la soglia dall'infanzia all'adolescenza

Recensione: My Extraordinary Summer with Tess
Sonny van Utteren in My Extraordinary Summer with Tess

Il regista olandese Steven Wouterlood con il suo lungometraggio di debutto My Extraordinary Summer With Tess [+leggi anche:
trailer
scheda film
]
, continua a creare contenuti per ragazzi, con successo.Il film ha avuto la sua prima mondiale nella sezione Generation KPlus della Berlinale (7-17 febbraio) ed è tra i nominati per il GWFF Best First Feature Award 2019.

Nato dall’adattamento del romanzo dell’autrice olandese Anna Woltz, il film tratta dei primi passi dei ragazzi verso la maturità. Wouterlood riesce a catturare l’agrodolce passaggio dall’innocenza dell’infanzia, all’adolescenziale consapevolezza del mondo, ma alla fine conclude con un finale un po’ frettoloso.

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La storia si focalizza su Sam (Sonny van Utteren), che sta trascorrendo una settimana, durante l’estate, con la sua famiglia sull’isola di Terschelling. I suoi piani di divertimento e azione si infrangono quando suo fratello si rompe la caviglia. Ma già prima di quell’evento, Sam si era trovato a rimuginare sul fatto che, come figlio più giovane, un giorno sarebbe rimasto solo, e sicuramente la sua famiglia sarebbe morta prima di lui. Per prepararsi, Sam inizia un “addestramento alla solitudine”, durante il quale vaga per l’isola per diverse ore al giorno.

Il suo addestramento si blocca quando si imbatte in Tess (Josephine Arendsen), una ragazza del posto, la quale sembra ancora più bizzarra di lui. La sua nuova amica lo porta a dare il benvenuto a due turisti Hugo (Johannes Kienast) e Elise (Terence Schreurs) che alloggiano all’ostello di sua madre. All’inizio le motivazioni che Tess ha per passare del tempo con Hugo non sono chiare, e più volte abbandona o mente a Sam, ferendolo. Alla fine Tess rivela al suo nuovo amico che Hugo è il suo padre biologico (Hugo stesso è all’oscuro di tutto), Sam comincia a realizzare  che cercare il distacco dalla sua famiglia non è la strada giusta per conquistare la solitudine.

In questa storia di problemi pre-puberali che ruotano intorno al concetto di perdita, famiglia e amicizia, Wouterlood riesce a creare un’atmosfera ultraterrena, dove i protagonisti vagano in una terra da fiaba fatta di dune sabbiose, coste blu scuro e cottage isolati sparsi sull’isola. Questo permette al direttore della fotografia Sal Kroonenberg, di giocare con l’inquadratura, con piani ampi che mostrano coste deserte durante l’“addestramento alla solitudine”, o Sam e Tess che si dividono dopo una discussione. Van Utteren e Arendsen arricchiscono la storia con una naturale attitudine a creare personaggi riconoscibili, e la sceneggiatura vivace racchiude perfettamente la mente di un giovane che si avvia verso la maturità.

La focalizzazione di Wouterlood su Sam, comunque, fa risultare la storia di Tess un po’ affrettata nella sua esecuzione, e questo vale anche per il finale del film. Mentre il cammino di Sam dall’essere un eremita volontario a sperimentare una rivelazione catartica sul valore delle memorie di famiglia è gestito in modo profondo, il film non estende la stessa cortesia alla storia di Tess, ugualmente complessa. Il ricongiungimento della sua famiglia, invece di avere una risoluzione elaborata, sembra troppo comoda e poco solida.

Anche se questa è prima di tutto la storia di Sam, con Tess rappresentata come un veicolo che lo porta verso la scoperta dell’importanza della famiglia, la storia di lei alla fine risulta esse più di una spalla. La morale di passare del tempo con i propri cari, comunque, è chiara e comprensibile per il pubblico, rinforzando l’aspetto attraente della trama.

My Extraordinary Summer With Tess è prodotto dall’olandese Bind e VPRO Television, e dalla tedesca ostlicht filmproduktion GmbH. La Picture Tree International si occupa della distribuzione internazionale.

(Tradotto dall'inglese da Elisa Flammia)

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