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BERLINO 2019 Panorama

Recensione: O Beautiful Night

di 

- BERLINO 2019: Il giovane cineasta tedesco Xaver Böhm ha realizzato un viaggio profondamente romantico nella notte, che ricorda un fiammeggiante dipinto barocco

Recensione: O Beautiful Night
Marko Mandić e Noah Saavedra in O Beautiful Night

Presentato nella sezione Panorama della 69ma Berlinale, O Beautiful Night [+leggi anche:
trailer
intervista: Xaver Böhm
scheda film
]
, primo lungometraggio di Xaver Böhm, è un dramma psicologico sorprendente e compiuto. Il film trae la sua ispirazione direttamente dalla storia dell'arte, cui rimanda attraverso l'uso della luce e dei colori, facendolo somigliare a un dipinto del XVII secolo. Le nature morte barocche, con le loro vivaci ambientazioni floreali, sono intessute nella storia e aiutano a strutturare il film in diversi capitoli. Il regista sembra desideroso di lasciare che le immagini vengano assorbite in modo che possano avere l'effetto desiderato. Il loro significato simbolico è evidente e molto attraente: la vita è lì per essere risucchiata fino all'ultima goccia, poiché sappiamo che è tutto temporaneo.

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O Beautiful Night si apre con una scena bella ma cruenta in cui un corvo sta beccando il cuore di un giovane uomo. Quest'ultimo è ancora vivo e lo osserva, affascinato, ma anche pieno di aspettative su ciò che potrebbe accadere dopo. Juri (Noah Saavedra) ha un sentimento di inquietudine riguardo alla sua imminente morte. Un dolore al petto gli fa venire le vertigini e l'ansia, anche se qualsiasi causa naturale è stata esclusa dai medici. Ma il vero obiettivo del suo scontento è al di là di ogni pensiero razionale. Il film trascina il pubblico insieme a Juri su un ottovolante emotivo, surreale, profondo nell'abisso della notte e dei suoi bizzarri abitanti.

Di fronte a una slot machine in una casa da gioco, Juri incontra un uomo sicuro di sé vestito di nero, che si presenta come Mister Death (Marko Mandić) e gli dice che è venuto a prenderlo. Incredulo e preso alla sprovvista, Juri alla fine segue a malincuore lo straniero dopo che quest'ultimo gli ha promesso alcune ore finali indimenticabili. Lungo la strada, fanno la conoscenza di uno stregone coreano specializzato in droghe, e una misteriosa performer di peep-show (Vanessa Laibl), che poi si unisce al duo. Sembra essere anche lei un'anima persa, che trova conforto nella droga e vaga al confine tra la vita e la morte.

Usando una suggestiva colonna sonora che si adatta perfettamente alle immagini tetre, illuminate di tanto in tanto da riflessi nelle finestre e nella pioggia, O Beautiful Night costituisce un'opera d'arte malinconica e mozzafiato. Potrebbe anche essere descritta come un'opera punk simbolica con uno straordinario concetto visivo. I protagonisti eseguono una sorta di danza della sopravvivenza, spingendo i confini dell'esistenza umana e cercando di superare la morte stessa – e l'alcol e le droghe sembrano essere molto utili in questa ricerca.

Nonostante la sua interpretazione semplicistica di ciò che rende la vita preziosa – inclusi vari tipi di eccessi – la sceneggiatura è convincente soprattutto grazie ai suoi dialoghi accurati e intelligenti. Le performance dei due personaggi maschili, in particolare, sono eccellenti. Böhm immagina la morte come un uomo cinico di mezza età con un carismatico accento dell'Europa orientale. Ovviamente, la Morte è in grado di parlare e comprendere tutte le lingue sulla Terra; ha tutto mappato eppure mostra ancora compassione per gli umani. Risulta difficile non amare questo individuo.

Con O Beautiful Night, Böhm ha creato una favola romantica in cui l'amore è onnipotente. Tratta di reincarnazione, infinità dell'anima, byronismo e ciò che viene definito Weltschmerz. Il risultato è un film intenso avvolto in una forma coraggiosa e fresca.

O Beautiful Night è prodotto da Komplizen Film ed è venduto nel mondo da The Match Factory.

(Tradotto dall'inglese)

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