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BERLINO 2019 Forum

Recensione: Nos défaites

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- BERLINO 2019 : Jean-Gabriel Périot fa rivivere il cinema del maggio 68 e interroga i giovani contemporanei sugli ideali e l'azione politica per cambiare il mondo

Recensione: Nos défaites

Gli studenti di cinema al liceo Romain Rolland di Ivry-sur-Seine, alle porte di Parigi, sono molto fortunati. Dopo che Claire Simon è venuta a girare con loro Premières solitudes [+leggi anche:
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intervista: Claire Simon
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(2018), è stato Jean-Gabriel Périot a coinvolgerli (davanti alla videocamera e nel team tecnico) nella realizzazione del suo documentario Nos défaites [+leggi anche:
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, presentato nella sezione Forum della 69ma Berlinale. Dopo una deviazione nella finzione con Lumières d’été [+leggi anche:
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, il regista torna a misurarsi con il campo della realtà che lo aveva contraddistinto nell'apprezzabile Une jeunesse allemande [+leggi anche:
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(2015) ed è nuovamente di politica che si parla qui, ma attraverso un dispositivo interessante che mescola cinefilia e azione rivoluzionaria, passato e presente, ricostruzione teatrale e riflessione diretta.

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Da maggio a giugno 2018, il regista ha fatto replicare in modo identico ai giovani di oggi scene tratte da diverse opere del cosiddetto cinema del maggio 68: La Salamandre di Alain Tanner (1970), Avec le sang des autres del Groupe Medvedkine di Sochaux (1974), Camarades di Marin Karmitz (1969), La Chinoise di Jean-Luc Godard (1967), La Reprise du travail aux usines Wonder di Pierre Bonneau, Liane Estiez-Willemont e Jacques Willemont (1968), Citroën Nanterre mai - Juin 1968 di Édouard Hayem e Guy Devart (1968), A pas lentes del Collectif Cinélutte (1979) e A bientôt, j’espère di Chris Marker e Mario Marret (1968). Estinzione con il tempo delle illusioni di sinistra ("al socialismo, non crediamo più"), domande sugli obiettivi dello sciopero dei lavoratori ("combattiamo ancora per 5000 euro") e sulle seduzioni dell’imborghesimento, disuguaglianze di classe e desiderio di azioni violente ("la rivoluzione è un'insurrezione"), limiti dell'idealismo, ecc. Tutti soggetti reinterpretati dagli studenti su cui Jean-Gabriel Périot si basa per poi discutere individualmente con loro al fine di conoscere la loro visione della società di oggi e la loro percezione delle possibilità di rivoluzione e lotta sociale.

Più o meno strutturati e informati, e ciascuno al suo livello di analisi più o meno intuitiva, dieci studenti (Swann, Natasha, Ghaïs, Jackson, Julie, Rosalie, Alaa, Marina, Floricia e Martin) parlano quindi del capitalismo ultra dominante e della pressione economica legata all'occupazione ("non abbiamo scelta", "ora, l'importante è il denaro, dobbiamo fare concessioni"), della loro totale ignoranza del sindacalismo, della loro diffidenza nei confronti dei politici di professione, del loro rifiuto della violenza per cambiare il mondo, di ciò che per loro significano la felicità, la proprietà privata, le leggi ("senza regole, sarebbe il bordello. Le persone potrebbero mangiarsi fra di loro, ma bisogna anche respirare, quindi non troppe regole"), l’impegno, la solidarietà, ecc. Concetti che metteranno in pratica un mese dopo durante un’occupazione organizzata nel liceo che il regista mette in relazione con un evento di dicembre che ha segnato le cronache francesi (alcuni studenti delle scuole superiori arrestati e allineati in ginocchio dalla polizia a Mantes-la-Jolie). Un’occupazione fallimentare ma che ha reso gli studenti consapevoli del fatto che "la politica può servire" e che le sconfitte collettive a volte sono gratificanti.

Quadro istruttivo dell’affascinante fragilità di un'età (circa 16 anni) in cui le opinioni spesso istintive sono in pieno sviluppo, Nos défaites è anche una constatazione sorprendente dell'evoluzione degli ideali e delle ideologie, cinquant’anni dopo il maggio 68. Cineasta impegnato, Jean-Gabriel Périot rende così omaggio ai suoi coetanei che nel passato hanno filmato la questione rivoluzionaria offrendo allo stesso tempo una panoramica sociologica della gioventù contemporanea, una nuova generazione che è meno ardentemente idealista, ma che sa ancora mobilitarsi quando le cause lo richiedono.

Nos défaites è prodotto e venduto nel mondo da Envie de Tempête Productions.

(Tradotto dal francese)

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