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BERLINO 2019 Concorso

Recensione: A Tale of Three Sisters

di 

- BERLINO 2019: La favola imperfetta di Emin Alper ha brevi momenti di meraviglia, ma non ha paura di sporcarsi le mani

Recensione: A Tale of Three Sisters
Cemre Ebüzziya in A Tale of Three Sisters

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è una favola dark, stranamente teatrale, per adulti. Il genere di favola da raccontare accanto al caminetto in una notte fredda, che è esattamente ciò che i personaggi fanno a un certo punto, quasi anticipando il suono imminente delle pagine che girano e una narrazione dalla voce morbida. Ma Alper ama nascondersi nell'oscurità, e per ogni momento di meraviglia, ne estrae un altro pieno di nostalgia e dolore, giacché le tre sorelle Reyhan, Nurhan e Havva (Cemre Ebüzziya, Ece Yüksel e Helin Kandemir) si riuniscono di nuovo nel loro villaggio in mezzo al nulla.

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Sono tutte in attesa, per lo più della stessa cosa, ma invece del Principe azzurro, tutto ciò che ottengono è una possibilità di scappare in città – un po’ come Irina di Cechov, "che sogna Mosca ogni notte". Ma qui, ha le sembianze insignificanti di un medico prosperoso, in cerca di una baby-sitter stabile per la sua viziata prole e che ci viene presentato mentre già riporta a casa la seconda sorella, la quale aveva sconsideratamente osato disciplinare i bambini. Ciò significa che la tanto ambita posizione è di nuovo aperta, aprendo la strada allo scatenarsi di piccole rivalità.

A Tale of Three Sisters, anche se quasi certamente troppo lungo, sta tutto in quel desiderio di qualcosa – qualsiasi cosa, davvero – quando non ti restano molte opzioni, tranne la casa del dottore o qualche fugace accenno a una zia ad Ankara. Ma invece di struggersi, queste ragazze cercano ancora di combattere – per lo più con i loro caldi temperamenti e le loro lingue caustiche, poiché quasi nessuno scambio avviene senza che si inneschi una sorta di scontro. Bloccate in una casa soffocante con il padre o, nel caso di Reyhan, legate in un ridicolo matrimonio con uno stupido locale, orchestrato per evitare uno scandalo dopo che la sua avventura in città si è conclusa in qualcosa di più di una nuova esperienza, danno aria alle loro frustrazioni insieme alle lenzuola, lavate ogni due mesi e non un giorno prima.

In un contesto del genere, ci si aspetterebbe di vedere almeno una di loro cucire sei camicie magiche per i suoi fratelli cigni, piuttosto che discutere del piacere sessuale e dei genitali maschili, ma questo è esattamente ciò che accade – Alper sarà pure in vena di favole, ma prima si assicura che tutti i bambini siano a letto addormentati. Il suo piccolo villaggio sembra piuttosto realistico, con uno sciovinismo rampante e modi non troppo sottili di rivendicare "privilegi coniugali", eppure il suo completo isolamento lo trasforma in una terra immaginaria, traboccante di persone disperatamente infelici e un’allegra donna pazza, con un debole per le capriole, a sorvegliarlo come meglio può. La donna non può tenere tutto il male lontano, questo è chiaro; ma può stare lì e guardare, a volte pietrificata o confusa dalle sue stesse scoperte, e talvolta sorridendo con meraviglia. Come facciamo anche noi.

A Tale of Three Sisters è scritto da Emin Alper e prodotto da Nadir Öperli e Muzaffer Yıldırım, delle turche Liman Film e NuLook Production. Il film è coprodotto da Jonas Dornbach, Janine Jackowski, Maren Ade, Stinette Bosklopper, Yorgos Tsourgiannis, Lisette Kelder e Enis Köstepen, di Komplizen Film (Germania), Circe Films (Paesi Bassi) e Horsefly Productions (Grecia). Le vendite internazionali sono curate da The Match Factory.

(Tradotto dall'inglese)

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