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BERLINO 2019 Panorama

Recensione: Stitches

di 

- BERLINO 2019: Il film di Miroslav Terzić è un riuscito dramma psicologico con forti elementi di thriller che può piacere sia a un pubblico normale che a un pubblico di cinefili esigenti

Recensione: Stitches
Snežana Bogdanović in Stitches

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, il secondo lungometraggio di Miroslav Terzić (Redemption Street [+leggi anche:
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), è probabilmente il film narrativo più completo proveniente dalla Serbia dai tempi di Circles [+leggi anche:
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di Srdan Golubović (2013). Ispirato a fatti veri e scritto da Elma Tataragić (che partecipa quest'anno anche al concorso della Berlinale come co-autrice di God Exists, Her Name Is Petrunuija [+leggi anche:
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), Stitches è un dramma psicologico raffinato, con una venatura di thriller in stile Polanski.

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Ana (Snežana Bogdanović) è una sarta che ha perso suo figlio 18 anni prima, quando era nato presumibilmente morto. Vive in un modesto appartamento della Nuova Belgrado con suo marito, la guardia notturna Jovan (il convincente Marko Baćović) e la figlia adolescente Ivana (Jovana Stojiljković, ispirata e precisa). Poiché Ana non ha mai visto il corpo di suo figlio, né ha potuto sapere dove è stato sepolto, non ha mai abbandonato l'idea che Stefan, come fu chiamato per il certificato di morte, potrebbe essere vivo, e forse anche raggiungibile. Con grande frustrazione del suo amorevole marito e di sua figlia – che probabilmente è quella che soffre di più del rapporto con sua madre, dato che non può competere con un fratello che non è mai venuto alla luce – Ana continua a cercare di scoprire la verità.

Quando una signora di un'associazione che si occupa di questi casi (ci sono circa 500 casi irrisolti che ruotano attorno a neonati misteriosamente scomparsi nei primi anni '90, quando la Jugoslavia cadeva a pezzi) arriva nel suo negozio e le dice che hanno un nuovo contatto tra le autorità amministrative locali, le speranze di Ana salgono alle stelle. Dopo aver fatto visita alla reticente segretaria (Jelena Stupljanin), scopre che i registri del reparto maternità non solo sono in disordine, ma sono anche contraddittori, indicando un epilogo ambiguo.

È qui che risiede la forza principale dell'approccio di Terzić: nella migliore tradizione di Roman Polanski, crea un mondo incentrato sull’inaffidabile stato interiore di Ana, e sui suoi rapporti con suo marito e sua figlia, così come con la sua amorevole, ma esausta, sorella (Vesna Trivalić in una performance straziante). La fotografia widescreen del DoP Damjan Radovanović è quasi sempre focalizzata sull'eroina tormentata, spesso confusa, ma indubbiamente intelligente, mentre lei, in modo piuttosto indiscreto, osserva gli adolescenti sul tram, cammina nell'ambiente urbano di Nuova Belgrado immersa nei suoi pensieri, o semplicemente si mette sul suo balcone di notte, in attesa di qualcosa... Forse che suo figlio appaia magicamente dall'edificio di fronte.

Alternando il banale giorno per giorno che vive la protagonista, come chiunque altro, con la suspense e la frustrazione di una ricerca di verità che potrebbe anche non essere reale, Terzić fa affidamento sullo stile visivo ben definito del film e sull’interpretazione impeccabile di Bogdanovic. Questa attrice principalmente teatrale, che ricorda fisicamente Charlotte Rampling, ritrae questo personaggio difficile con moderazione e dignità, non scivolando mai in isterismi o altre emozioni estreme. I momenti più devastanti del film derivano da piccoli dettagli, come quando Jovan vuole che lei rinunci alla ricerca una volta per tutte, e lei comincia ad armeggiare con una pila di vecchi documenti prima che vadano alla polizia per cercare di chiudere il caso.

Stitches è un dramma psicologico stratificato con una premessa intrigante e un'esecuzione chiara, e dovrebbe accontentare sia gli spettatori comuni che i cinefili più esigenti. È stato coprodotto dalla serba West End Productions, la slovena Nora Production Group, la croata Spiritus Movens e la società della Bosnia-Erzegovina SCCA/Pro.ba. La compagnia di Dubai Cercamon detiene i diritti internazionali. 

(Tradotto dall'inglese)

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