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BERLINO 2019 Forum

Recensione: Earth

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- BERLINO 2019: Nikolaus Geyrhalter ha realizzato uno dei documentari ambientali più importanti e toccanti degli ultimi anni

Recensione: Earth

A soli due mesi dal debutto mondiale del suo The Border Fence [+leggi anche:
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all'IDFA, il prolifico documentarista austriaco Nikolaus Geyrhalter è approdato al Forum della Berlinale con il suo nuovo film, Earth [+leggi anche:
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. È uno dei documentari ambientali più dettagliati, ben studiati, toccanti ed epici degli ultimi anni.

Ispirato al concetto dell’Antropocene, secondo cui gli esseri umani influenzano fisicamente e modellano il pianeta più della natura stessa, Geyrhalter esplora gli interventi su larga scala con cui stiamo alterando la Terra, in meglio o – molto più spesso – in peggio.

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Il regista ha visitato sette di questi siti in Nord America e in Europa. Il film inizia a San Fernando Valley, in California, dove i lavoratori "smuovono montagne", cambiando letteralmente il paesaggio con i loro bulldozer e altre macchine gigantesche. Successivamente, si dirige verso il passo del Brennero, tra l'Austria e l'Italia (lo stesso luogo in cui si svolge The Border Fence), e guarda alla creazione di un nuovo tunnel attraverso la "carne della montagna", come uno degli ingegneri la definisce. Più avanti, nei giacimenti di Gyöngyös in Ungheria, i minatori estraggono il minerale con poco riguardo per la superficie del terreno stesso. A Carrara, in Italia, il marmo famoso in tutto il mondo viene estratto "facendo a pezzi le montagne". Le miniere di rame di Rio Tinto e le vicine miniere d'argento di Corta Lago in Spagna sono descritte come le miniere dell'Impero Romano, che in passato erano usate per finanziare operazioni militari imperiali nel Nord Europa e sono ancora un sito cruciale per la produzione dei materiali che usiamo quotidianamente in elettronica e comunicazione. Le ex miniere di sale di Asse a Wolfenbüttel, in Germania, sono state utilizzate per decenni per immagazzinare rifiuti nucleari, a causa della profondità dei condotti e della loro relativa distanza dalle fonti d'acqua. Infine, a Fort Mackay, in Canada, nelle famigerate sabbie bituminose di Alberta (più notoriamente dipinte in Petropolis di Peter Mettler), Geyrhalter parla con i nativi canadesi che vivono nella zona, poiché l'accesso al sito per le telecamere e gli estranei è in generale strettamente vietato.

Geyrhalter arricchisce questo tema estremamente complesso con la sua struttura narrativa rigorosa, e lo fa a meraviglia. Ogni segmento inizia con una veduta aerea di un sito, ed è seguito da interviste con i lavoratori e gli esperti, alternate a immagini delle loro attività di alterazione della Terra. Alcuni di loro fanno dichiarazioni più o meno prevedibili, come gli scavatori californiani che sono orgogliosi del loro lavoro e lo vedono come un contributo alla società, ma la consapevolezza di alcuni dell'impatto negativo che i loro sforzi stanno avendo sul pianeta è quasi sorprendente.

Per esempio, un minatore di carbone ungherese dice di essere stato devastato quando è andato a visitare i ghiacciai e ha realizzato quanto sono diminuiti di dimensioni negli ultimi 100 anni. In Spagna, un ingegnere parla con la conoscenza geostorica di un professore universitario quando afferma che l'aratura del terreno, la fumigazione, i pesticidi, l'estrazione e la pesca a strascico sono tutti modi violenti per danneggiare la Terra.

Similmente a quello che ha fatto in The Border Fence, Geyrhalter ha preso un tema cruciale per l'umanità mostrandoci sia la gravità del suo impatto, sia dandoci la speranza che questi effetti possano ancora essere invertiti, grazie alla consapevolezza delle persone che se ne occupano direttamente. Il problema, quindi, risiede chiaramente in coloro per cui queste persone ragionevoli e intelligenti lavorano, o votano.

Earth è una produzione della viennese Nikolaus Geyrhalter Filmproduktion e le vendite internazionali sono curate dall’austriaca autlook filmsales.

(Tradotto dall'inglese)

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