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BERLINO 2019 Berlinale Special Gala

Recensione: Photograph

di 

- BERLINO 2019: Il fin troppo gentile tentativo di cinema sociale di Ritesh Batra (The Lunchbox) non è altro che una romcom sbiadita piena di cliché

Recensione: Photograph
Nawazuddin Siddiqui e Sanya Malhotra in Photograph

Dopo due parentesi fuori dall'India, L’altra metà della storia [+leggi anche:
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(con Charlotte Rampling e Jim Broadbent) e Le nostre anime di notte (con Jane Fonda e Robert Redford), Ritesh Batra torna alle atmosfere del suo primo lungometraggio, The Lunchbox [+leggi anche:
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(2013), con Photograph [+leggi anche:
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. Questo titolo targato Amazon Studios, proiettato a Berlino nella sezione Special Gala dopo un passaggio al Sundance, strizza l'occhio a Bollywood pur tenendosene volutamente lontano: l'inaspettata ma impossibile storia d'amore che ci racconta è molto incerta, camminiamo davvero per le strade di Mumbai e non nei set ricreati in studio... Solo la piccola nonna invadente e loquace che dice quello che pensa rimane invariata. E il tempo trascorso sui treni indiani.

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Lo spunto narrativo che dà il titolo al film, senza essere rivoluzionario, è piuttosto gentile: Rafi e Miloni si incontrano perché Rafi, che lavora duramente per pagare i debiti della sua famiglia, rimasta nel suo villaggio, vende istantanee ai turisti. Quando insiste a ritrarre questa giovane e riservata studentessa della classe media agiata (la sua famiglia ha una domestica che dorme sul pavimento in uno stanzino), lei si spaventa e scompare senza pagare. Da lì, inizieranno a cercarsi a vicenda, essendo l’interesse di lei risvegliato dal fatto che nella foto vede un'altra Miloni, carina e più sicura di sé. I ritratti di Rafi diventeranno il cemento discreto della relazione che nasce tra loro. In un doppio senso, giacché il resto del film si articola attorno a un sotterfugio usato da Rafi per respingere le potenziali mogli che sua nonna gli sottopone: per fargli credere che ha già una fidanzata, le manda la foto di Miloni, così che quando l’anziana signora arriva a Mumbai, i due protagonisti devono farle credere che si conoscono bene e si frequentano.

Da lì, si stabilisce una sorta di routine, tra i personaggi e nel film stesso, che non è compensata né dalla schiettezza della nonna, né dalle piccole e simpatiche trovate della sceneggiatura (che in realtà sono il pane quotidiano della maggior parte dei film di Bollywood), né, soprattutto, dal tentativo di mettere in luce il divario sociale, trattato troppo in superficie per nutrire davvero il film – ad esempio, ci si sarebbe dovuti soffermare di più sulle conversazioni notturne in cui Rafi e i suoi amici raccontano storie, seduti a gambe incrociate nelle loro stanze. Quanto alla storia d'amore, che dovrebbe essere la forza magnetica che supporta il film, non è mai esaltante. A dire il vero, a parte la timidezza e la differenza di estrazione sociale (e di età), non si sente alchimia in questo duo, poco carismatico, troppo fuori luogo, in breve, non molto credibile. In realtà, ci sentiamo un po' ingannati dalla scelta di Batra di privarci di un vero e proprio epilogo e di aggirare l'ostacolo per distinguersi dal genere happy ending cui costantemente fa riferimento. Ma dal momento che non va fino in fondo nel suo tentativo di realizzare un film sociale e rimane nel registro della romcom, avremmo apprezzato se ne avesse mantenuto gli espedienti drammatici, le emozioni superlative con il vento tra i capelli e, naturalmente, le scene di danza; in breve, se avesse fatto un film di Bollywood invece di una romcom sbiadita che non si risparmia alcun cliché.

Photograph è una coproduzione tra l'India, la Germania e gli Stati Uniti che ha riunito Poetic License, filmscience, Pola Pandora e KNM, in coproduzione con Skywalk Films, con il sostegno del Medienboard Berlin Brandenburg. Le vendite internazionali del film sono gestite dalla compagnia tedesca The Match Factory.

(Tradotto dal francese)

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