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MÁLAGA 2019

Recensione: Ojos Negros

di 

- Quest’opera prima diretta da due giovanissime registe formatesi all’Università Pompeu Fabra di Barcellona, mostra una maturità incredibile e una sensibilità eccezionale

Recensione: Ojos Negros

E' facile supporre che i selezionatori/programmatori del 22° Festival de Málaga. Cine en español siano stati assaliti da un grande dubbio il giorno in cui hanno visionato Ojos Negros [+leggi anche:
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, di Sara Gutiérrez, una studentessa, come le registe di questo film, dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona), e forse sarebbe stato troppo per sensibilità così giovani sfilare sul tappeto rosso del teatro Cervantes, dove ogni sera hanno luogo i gala della Sezione ufficiale. Ma i meriti e le virtù non mancano a questo film che merita di stare in prima linea perché, oltretutto, supera per qualità, maturità e audacia altri lungometraggi in lizza per la Biznaga d'Oro di questa manifestazione. In ogni caso, il cinema spagnolo può rallegrarsi per l'avvento di due ragazze la cui carriera sarà da tenere d'occhio, così come quella della sua protagonista, Julia Lallana, sorella di una delle autrici di questa cronaca accorata del passaggio dall'infanzia all'adolescenza.

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Sì, questo tema è stato trattato mille volte al cinema, ma Ojos Negros lo fa con umiltà, semplicità e onestà degne di lode e applausi. La sua freschezza, inoltre, ritrae con dettagli e senza inutili smancerie come sono quelle estati che molti bambini spagnoli trascorrono nei villaggi dei loro zii e nonni. I rapporti familiari conflittuali, la prima vera amicizia e gli inevitabili dispiaceri che certificano la fine dell’innocenza, sono altri ingredienti di questa sceneggiatura firmata dalle due registe insieme ai loro compagni di classe Iván Alarcón e Sandra García: tutti hanno contato sui consigli di professori come Jonás Trueba, Mar Coll e Clara Roquet (co-sceneggiatrice di Los días que vendrán [+leggi anche:
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).

Con una colonna sonora che cattura alla perfezione la sensazione trasmessa dalle immagini ravvicinate e naturalistiche di Ojos Negros composta da Raül Refree (Entre dos aguas [+leggi anche:
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intervista: Isaki Lacuesta
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), il film si apre e si chiude con due primi piani del volto della sua magnetica protagonista: tra i due, è trascorso qualcosa di più di un'ora di cinema, ma un intero processo di trasformazione del personaggio. Se nel primo, lei, in una stanza, in atteggiamento passivo, ascolta ciò che accade fuori campo e questo la colpisce emotivamente, nell'ultima scena è circondata da natura, vento e libertà: dopo l'esperienza di quell'estate, la sua vita prende una nuova direzione. Lei non è più la stessa.

Qualcuno direbbe, godendosi questo emozionante viaggio che è Ojos Negros (nome di una cittadina nella provincia di Teruel dove si svolge l'azione: lì trascorreva l'estate la famiglia di una delle registe), che le sue autrici non solo hanno visto più volte film recenti come Verano 1993 [+leggi anche:
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di Carla Simón, ma anche classici ineludibili come El sur e Lo spirito dell'alveare, entrambi girati decenni fa da Víctor Erice. Con tutti questi film Ojos Negros condivide le intenzioni, poiché catturano con precisione quell'ambiente, al contempo chiuso e libero dei villaggi e delle loro case, con le loro oscurità e suoni, dove il tempo sembra fermarsi e ogni visitatore si sente estraneo ma, allo stesso tempo, accettato.

Ojos Negros è una produzione Nanouk Films, la distribuzione è gestita da Filmin, che ha anche partecipato alla produzione insieme all'Università Pompeu Fabra di Barcellona.

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(Tradotto dallo spagnolo)

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