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PREMI Svizzera

Ceux qui travaillent et Chris The Swiss grandi vincitori dei Premi del cinema svizzero

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- Svoltasi quest’anno a Ginevra, la cerimonia del Premio del cinema svizzero ricompensa i due primi film di Antoine Russbach e Anja Kofmel

Ceux qui travaillent et Chris The Swiss grandi vincitori dei Premi del cinema svizzero
I vincitori del Premio del cinema svizzero 2019 (© eddymotion)

Due primi film sono stato premiati ciascuno con tre distinzioni al Premio del cinema svizzero: il premio per il Miglior film di finzione, Miglior sceneggiatura e Miglior interpretazione da non protagonista (Pauline Schneider, Hilde nel film) per Ceux qui travaillent [+leggi anche:
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intervista: Antoine Russbach
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di Antoine Russbach, e Miglior documentario, Miglior musica da film (Marcel Vaid) e Miglior montaggio (Stefan Kälin) per Chris the Swiss [+leggi anche:
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intervista: Anja Kofmel
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di Anja Kofmel.

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Entrambi i film sono delle fortunate coproduzioni fra: Svizzera (Box Productions, RTS Radio Télévision Suisse, Teleclub AG), e Belgio (Novak Prod e RTBF Radio Télévision Belge Francophone) per il primo, e Svizzera (Dschoint Ventschr Filmproduktion AG, SRF Schweizer Radio und fernsehen), Croazia (Nukleus Film), Germania (ma.ja.de Filmproduktion) e Finlandia (IV Films) per il secondo. 

Sebbene forte delle sue cinque nomination, Ceux qui travaillent primo film del giovane regista ginevrino formatosi alla IAD di Bruxelles Antoine Russbach,riesce ad imporsi di fronti a concorrenti dall’invidiabile pedigree come The Innocent [+leggi anche:
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intervista: Simon Jaquemet
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di Simon Jaquemet (in competizione a Toronto e a San Sebastian) che malgrado le sue quattro nomination si aggiudica “solo” il Premio per la miglior interpretazione femminile (stupenda Judith Hofmann, Ruth nel film), e Wolkenbruch’s Wondrous Journey into the Arms of a Shiksa [+leggi anche:
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di Michael Steiner, che con più di 275 000 spettatori è stato il film svizzero che ha riscontrato il maggior successo nelle sale elvetiche nel 2018.

Sebbene anche lui uno dei favoriti con le sue invidiabili cinque nomination, Wolkenbruch si è dovuto accontentare di un solo premio: quello per la Miglior interpretazione maschile che è andato a Joel Basman (Motti nel film), giovane attore di 29 anni che nel 2008 ha fatto parte delle Shooting stars della Berlinale.

Presentato in prima mondiale a Locarno nel 2018 (Pardi di domani), Ceux qui travaillent è stato proiettato in numerosi festival internazionali come il CPH:PIX di Copenaghen, il FIFF di Namur e il Festival Premiers Plans di Angers dove ha ottenuto il Premio del pubblico.

Anche lui un primo film audace tanto a livello contenutistico (la morte misteriosa del cugino della regista durante la guerra in Iugoslavia), che formale (l’utilizzo congiunto d’animazione e immagini d’archivio), Chris The Swiss si impone di fronte agli altri nominati di quest’anno nella stessa categoria che optano per una forma documentaria più “classica”. Oltre al premio come Miglior film documentario, Chris The Swiss si aggiudica anche quello per la Migliore musica da film (Marcel Vaid) e Miglior montaggio (Stefan Kälin). Presentato nell’ambito della Semaine de la critique di Cannes, il film è poi stato selezionato in festival di film documentari come DOK leipzig e l’IDFA a Amsterdam e d’animazione (Annecy e l’Animafest a Zagreb).

Sempre nella categoria documentari, Eldorado [+leggi anche:
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di Markus Imhoof si è aggiudicato, grazie a Peter Indergand, il Premio per la Miglior fotografia. Peter Indergand può quindi aggiungere quest’importante distinzione ad un palmarès già denso: Special Jury Award per la fotografia al Sundance Film Festival 2018 per Genesis 2.0 [+leggi anche:
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o ancora la nomination agli Emmy 2004 per la Miglior fotografia con War Photographer, ambedue di Christian Frei.

Il film storico Zwingli [+leggi anche:
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di Stefan Haupt riparte invece con il Premio speciale dell’Accademia del cinema svizzero grazie alla costumista Monika Schmid e alla designer Su Erdt.

I laureati del premio del cinema svizzero 2019:

Miglior film di finzione
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 - Antoine Russbach (Svizzera/Belgio)

Miglior film documentario
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 - Anja Kofmel (Svizzera/Germania/Croazia/Finlandia)

Miglior cortometraggio
All Inclusive - Corina Schwingruber Ilić (Svizzera)

Miglior film d'animazione
Selfies - Claudius Gentinetta (Svizzera) (cortometraggio)

Miglior sceneggiatura
Ceux qui travaillent - Antoine Russbach

Meilleure interprete femminile
Judith Hofmann - The Innocent [+leggi anche:
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(Svizzera/Germania)

Miglior interprete maschile
Joel Basman - Wolkenbruch’s Wondrous Journey into the Arms of a Shiksa [+leggi anche:
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 (Svizzera/Germania)

Miglior interpretazione da non protagonista
Pauline Schneider - Ceux qui travaillent

Miglior musica da film
Marcel Vaid - Chris The Swiss

Miglior fotografia
Peter Indergand - Eldorado [+leggi anche:
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 (Svizzera/Germania)

Miglior montaggio
Stefan Kälin - Chris The Swiss

Meilleur film di diploma
Les heures-encre - Wendy Pillonel (Zürcher Hochschule der Künste ZHdK)

Premio d’onore
Beki Probst, specialista di cinema e mediatrice culturale

Premio speciale dell’Accademia
Monika Schmid (costumista) e Su Erdt (set designer) per i decori storici di Zwingli [+leggi anche:
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(Svizzera/Germania)

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