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CANNES 2019 Un Certain Regard

Francia, Spagna e Stati Uniti dominano Un Certain Regard

di 

- Bruno Dumont, Christophe Honoré e Albert Serra protagonisti di una selezione di 15 titoli che include otto opere prime e sette registe

Francia, Spagna e Stati Uniti dominano Un Certain Regard
Jeanne di Bruno Dumont

Annunciato oggi a Parigi come l'intera Selezione ufficiale (leggi l’articolo) del 72° Festival di Cannes (dal 14 al 25 maggio), il programma Un Certain Regard conta attualmente 15 lungometraggi, un totale che dovrebbe aumentare leggermente nei prossimi giorni. E in linea con le precedenti edizioni, Thierry Frémaux ha messo l’accento sulla giovinezza e la femminilità, dal momento che il cartellone comprende otto primi lungometraggi e che sette registe sono in vetrina.

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A guidare la selezione sono alcuni cineasti molto noti, in particolare il francese Bruno Dumont (menzione speciale della Caméra d'Or sulla Croisette nel 1997, che ha partecipato tre volte alla competizione di Cannes con due Grand Prix della giuria ottenuti, e torna al Certain Regard dove aveva presentato nel 2011 Hors Satan [+leggi anche:
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) che presenterà con Jeanne [+leggi anche:
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intervista: Bruno Dumont
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il seguito (in uno stile diverso) di Jeannette, l’enfance de Jeanne d’Arc [+leggi anche:
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intervista: Bruno Dumont
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(presentato alla Quinzaine des réalisateurs nel 2017).

Brilla in cartellone anche il nome del suo connazionale Christophe Honoré, già due volte in corsa per la Palma d’Oro (tra cui l’anno scorso) e che porta il suo nuovo titolo, Chambre 212 [+leggi anche:
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intervista: Christophe Honoré
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, del tutto inaspettatamente visto che le riprese si sono concluse il 19 marzo.

Infine, la rappresentanza francese a Un Certain Regard è completata da un film d’animazione: Les Hirondelles de Kaboul [+leggi anche:
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intervista: Zabou Breitman, Eléa Gobbe…
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di Zabou Breitman e Eléa Gobbe-Mevellec (news), un adattamento del romanzo omonimo di Yasmina Khadra che è stato coprodotto da Svizzera e Lussemburgo.

Il cinema europeo è in lizza anche con due film spagnoli firmati da due autori interessanti e molto personali: Liberté [+leggi anche:
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dell’estroso Albert Serra (passato in proiezione speciale della Selezione ufficiale cannense nel 2016 con La Mort de Louis XIV [+leggi anche:
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intervista: Albert Serra
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, e dalla Quinzaine des Réalisateurs nel 2006 e 2008, ma anche Pardo d’Oro a Locarno nel 2013) e Viendra le feu [+leggi anche:
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intervista: Oliver Laxe
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di Óliver Laxe (Gran Premio della Semaine de la Critique cannense nel 2016 con Mimosas [+leggi anche:
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intervista: Oliver Laxe
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dopo essersi rivelato nel 2010 alla Quinzaine des Réalisateurs con il documentario You All Are Captains [+leggi anche:
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).

Il Vecchio Continente sarà inoltre rappresentato dalla produzione maggioritaria francese Papicha [+leggi anche:
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intervista: Mounia Meddour
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, primo lungometraggio di Mounia Meddour (che ha coinvolto anche l’Algeria – paese della cineasta –, il Belgio e il Qatar). Il giovane cinema nordafricano è agli onori giacché un’altra opera prima è stata selezionata: Adam [+leggi anche:
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di Maryam Touzani (attrice e co-sceneggiatrice di Razzia [+leggi anche:
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intervista: Nabil Ayouch
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di Nabil Ayouch), un film prodotto da Marocco, Francia e Belgio.

Si segnalano poi Beanpole [+leggi anche:
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del russo Kantemir Balagov (secondo lungo dopo il promettente Closeness [+leggi anche:
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, svelato a Un Certain Regard nel 2017) e l'opera prima Homeward [+leggi anche:
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dell’ucraino Nariman Aliev.

Se il resto dei paesi europei è totalmente assente dalla selezione (per ora), in compenso il Nord America spicca con quattro titoli (che sono altrettante opere prime) firmati dagli americani Danielle Lessovitz e Annie Silverstein, dal loro connazionale Michael Covino e dalla canadese Monia Chokri.

Infine, questo panorama della diversità mondiale è completato da un film sudamericano (del brasiliano Karim Aïnouz) e due asiatici (diretti dal taiwanese Midi Z e dal cinese Zu Feng).

La lista dei titoli annunciati:

Un Certain Regard

La Femme de mon frère - Monia Chokri (Canada) (film di apertura)
The Invisible Life of Eurídice Gusmão [+leggi anche:
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 - Karim Aïnouz (Brasile/Germania)
Homeward [+leggi anche:
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Nariman Aliev (Ucraina)
Beanpole [+leggi anche:
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- Kantemir Balagov (Russia)
Les Hirondelles de Kaboul [+leggi anche:
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intervista: Zabou Breitman, Eléa Gobbe…
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- Zabou Breitman, Eléa Gobé Mévellec (Francia/Svizzera/Lussemburgo)
The Climb - Michael Covino (Stati Uniti)
Jeanne [+leggi anche:
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intervista: Bruno Dumont
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- Bruno Dumont (Francia)
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intervista: Christophe Honoré
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 - Christophe Honoré (Francia/Belgio/Lussemburgo)
O que arde [+leggi anche:
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intervista: Oliver Laxe
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 - Óliver Laxe (Spagna/Francia/Lussemburgo)
Port Authority - Danielle Lessovitz (Stati Uniti/Francia)
Papicha [+leggi anche:
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intervista: Mounia Meddour
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- Mounia Meddour (Francia/Belgio/Argelia)
Liberté [+leggi anche:
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 - Albert Serra (Spagna/Francia/Portogallo)
Bull - Annie Silverstein (Stati Uniti)
Adam [+leggi anche:
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- Maryam Touzani (Marocco/Francia/Belgio/Qatar)
Nina Wu (Zhuo ren mi mi) - Midi Z (Taiwan)
Summer of Changsha - Zu Feng (Cina)

(Tradotto dal francese)

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