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Recensione: Nous finirons ensemble

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- Con il seguito di Piccole bugie tra amici, Guillaume Canet firma un film i cui aspetti comici funzionano bene, al contrario delle intenzioni drammatiche

Recensione: Nous finirons ensemble
Joël Dupuch, Pascale Arbillot, Marion Cotillard, Gilles Lellouche, Laurent Lafitte, Clémentine Baert, François Cluzet, Benoît Magimel, Mikaël Wattincourt e Hocine Mérabet in Nous finirons ensemble

"Non è perché siamo amici da vent'anni che dobbiamo esserlo ancora". È a una nuova esplorazione dell'amicizia presa nella spirale delle vicissitudini della vita che Guillaume Canet si è dedicato dando un seguito al suo grande successo Piccole bugie tra amici (5,4 milioni di spettatori in Francia e due nomination ai César 2011). Con Nous finirons ensemble, lanciato il 1° maggio nelle sale francesi da Pathé (con EuropaCorp), prendiamo gli stessi personaggi e ripartiamo nella cornice di Cap Ferret, tra l'Atlantico e il bacino di Arcachon. Ma sono passati otto anni dalla fine della prima tappa segnata dalla morte di Ludo e le traiettorie individuali di Max (François Cluzet), Marie (Marion Cotillard), Éric (Gilles Lellouche), Antoine (Laurent Lafitte), Vincent (Benoît Magimel), Isabelle (Pascale Arbillot) e Véronique (Valérie Bonneton) hanno seriamente trasformato il gruppo, un tempo unito, di amici.

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"Cosa ci fate qui?", "Non potete restare", "Non ci vediamo più, non abbiamo più la stessa vita. Mi avete abbandonato tutti": Max mostra un entusiasmo prossimo allo zero quando inaspettatamente appaiono nella sua villa, per festeggiare il suo compleanno, Marie (madre single di un giovane figlio e sempre attaccata alla bottiglia), Éric (diventato un regista famoso e che arriva in compagnia di un bambino di dieci mesi e una bambinaia), Antoine (sempre assistente del precedente) e l'ex coppia Vincent (con il suo compagno Alex interpretato da Mikaël Wattincourt) - Isabelle (in piena rinascita post-separazione e dedita agli incontri via Tinder). A loro si aggiungono alcuni adolescenti e Sabine (Clémentine Baert), la nuova moglie di Max (che ha divorziato da Véronique). Il tutto senza dimenticare le figure locali (l'ostricoltrice Joël Dupuch e il baba New Age Hocine Mérabet).

Tutto questo piccolo mondo si ritrova dopo tre anni, il che porta Max sull'orlo di una crisi di nervi perché non solo deve svuotare la casa entro due giorni per lasciare il posto alla sua ex Véronique, ma soprattutto ha un grande segreto: ormai in rovina, deve vendere la villa e un agente immobiliare è già in azione. E "il problema è che sono tutti attaccati a questa casa. Ci sono tanti ricordi".

Serate danzanti ad alto tasso alcolico in un locale o a casa (perché Éric affitta un'altra villa dove si sistemano tutti, facendo credere agli altri che è Max a pagare), lancio con il paracadute, diapositive, confidenze, litigi e riconciliazioni: mentre Max tenta di nascondere la sua profonda depressione e lo specchio del suo fallimento ("avevo di fronte a me ciò che avevo perso, mia moglie, la mia casa, i miei amici") in modo fittizio e comunque troppo emotivo ("mi commuove molto rivedervi"), tutti gli altri fanno il punto sulle loro vite, i loro amori, il loro modo di crescere i loro figli, ecc.

Un mosaico che Guillaume Canet filma con affetto e in modo molto riuscito negli aspetti di commedia (portati da un Cluzet scatenato), ma che soffre di troppa drammatizzazione, sviluppi sentimentali più o meno verosimili, e un eccesso di scene musicali. Il carisma degli interpreti salva dal naufragio un film che pecca soprattutto sul fronte di una sceneggiatura dallo spunto iniziale troppo debole e gonfiata artificialmente dalla necessità di dare assolutamente qualcosa a ciascun personaggio. Ma alla fine è anche un po’ il rovescio della medaglia dell'amicizia e di un film di amici quello di voler trovare ad ogni costo e invano i profumi del passato, e i fan più irriducibili del cast non vi troveranno nulla da ridire.

Prodotto da Trésor Films, Nous finirons ensemble è coprodotto da M6 Films, Canéo Films, EuropaCorp, Les Productions du Trésor e dai belgi di Artémis Productions, di Voo e di Be TV. Le vendite internazionali sono guidate da EuropaCorp.

(Tradotto dal francese)

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