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CANNES 2019 Quinzaine des Réalisateurs

Recensione: Tlamess

di 

- CANNES 2019: Il film di Ala Eddine Slim è una storia di diserzione con richiami a Kubrick, che non mantiene le sue promesse

Recensione: Tlamess
Abdullah Miniawy in Tlamess

I riferimenti a Stanley Kubrick sono numerosi nel secondo film di Ala Eddine Slim, Tlamess [+leggi anche:
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, un thriller psicologico che si svolge nel deserto tunisino. Proiettato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, il film inizia con un soldato che discute il modo in cui il terrorismo viene usato dallo Stato come strumento per affermare più potere sui suoi cittadini. Che questo sia un lavoro che si occupa dello stato psicologico dei protagonisti è subito chiaro anche con l'apparizione di un portale nero nel bosco, che è un riferimento al 2001: Odissea nello spazio. Gli umani sono tornati a essere scimmie? In effetti, Kubrick aleggia su gran parte di questo film, con ulteriori omaggi in una scena in cui un soldato si suicida e nel primo piano di un occhio. Gli occhi a volte comunicano tra loro in assenza di dialogo da parte di S., ed è proprio in questi momenti che questo misterioso film prende una svolta surreale, di tanto in tanto. Ma nonostante tutti gli omaggi a Kubrick, Tlamess non è paragonabile al grande lavoro del regista americano, né ha una grande idea della condizione umana – o se ce l’ha, non è chiaro, perché il film diventa troppo ottuso per colpire nel segno.

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La storia di un soldato sull’orlo della disperazione e in fuga è un tropo familiare nel cinema, e in film come Full Metal Jacket ed Essential Killing [+leggi anche:
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di Jerzy Skolimowski, queste storie parlano più dello stato mentale dei soldati che non di premere grilletti. La natura impersonale di questo stato diventa evidente quando un luogotenente informa un S. silenzioso (interpretato dal poeta e musicista Abdullah Miniawy) che sua madre è morta. A S. viene concesso un congedo per una settimana, e costui coglie l'occasione per bruciare tutto il suo armamentario di soldato e disertare. Una volta che le autorità si rendono conto di quello che ha fatto, gli danno la caccia, e così S. scopre di essere un fuggiasco e si fa crescere una barba che cerca di eguagliare quella immensa e disordinata del soldato fuggiasco di Vincent Gallo nel già citato Essential Killing.

Slim racconta la storia attraverso una serie di inquadrature composte che hanno un tocco di Michael Haneke, specialmente quando il DoP Amine Messadi spinge lo sguardo nel terzo spazio. Infatti, nel primo atto, Slim riesce a creare un'atmosfera di tensione e la sensazione di un thriller, ed è un vero peccato che poi cominci a girare a vuoto.

La storia passa quindi a una donna, F. (Souhir Ben Amara), che scopre di essere incinta proprio nel momento in cui ha raggiunto alti livelli di noia nel suo matrimonio. Quindi anche lei è in fuga, ma il film prende una brutta piega quando questi due personaggi si incontrano nei boschi. L'impeto delle scene precedenti diventa improvvisamente stasi, e il film si converte in una storia sulla rinascita di S., che all'improvviso trova uno scopo nella vita: coltivare la generazione successiva. Al contrario, F. diventa un non-personaggio mano a mano che il film si disgrega. Sebbene la narrativa non sia all’altezza, il sound design e la fotografia rimangono di alto livello, e Slim realizza un film d’atmosfera sul tentativo di trovare un significato nella vita.

Tlamess è prodotto dalla tunisina Exit Productions e la francese Still Moving, ed è coprodotto dalle compagnie tunisine Inside Productions e Madbox Studios. La belga Be for Films gestisce i diritti internazionali.

(Tradotto dall'inglese)

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