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ANNECY 2019

Recensione: Marona's Fantastic Tale

di 

- Anca Damian firma un nuovo e straordinario film d'animazione su una storia semplice, tenera e commovente, con una poesia grafica e musicale molto creativa

Recensione: Marona's Fantastic Tale

"Ecco il punto zero del punto zero. Quando non sei più niente. Una traccia sul bitume, senza un nome, senza un passato, senza un futuro Se nessuno ha un'idea migliore, mi prenderò del tempo per riavvolgere il film della mia vita. Ho sentito che è quello che facciamo quando moriamo". Una macchina ha appena messo sotto una cagna il cui corpo viene abbracciato in mezzo alla strada da una ragazza che piange, ed è in un flashback sull'esistenza dell'animale che si tuffa con superba delicatezza Marona's Fantastic Tale [+leggi anche:
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di Anca Damian, presentato in concorso e in prima mondiale al 43° Festival internazionale del film d’animazione di Annecy.

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Per la sua prima incursione nell'animazione per famiglie, dopo i titoli più per adulti che erano Crulic - The Path to Beyond [+leggi anche:
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intervista: Anca Damian
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(vincitore ad Annecy nel 2012) e The Magic Mountain [+leggi anche:
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(scoperto sempre in concorso nella città savoiarda, nel 2015), l'eclettica cineasta rumena (ha anche diretto tre lungometraggi in live action) non ha perso assolutamente nulla della sua seducente singolarità creativa. Visivamente sontuoso e punteggiato da un vortice di luccicanti sequenze surreali, Marona's Fantastic Tale distilla, dietro una storia molto semplice e commovente accessibile ai più giovani, una profonda filosofia di vita sull'identità, la ricerca della felicità, i legami tra gli esseri e la condizione umana riflessa negli occhi di un animale.

"Sono la prova vivente che l'amore è cieco e va al di là delle razze". L'eroina del film è infatti il risultato dell'incontro casuale tra lo snob dogo argentino Ralph La Bomba Ati Mondora (con pedigree e origini maltesi) e la meticcia Sissy. Battezzata Neuf (Nove, la sua posizione come ultima della cucciolata), la cagnetta viene subito data via e poi abbandonata, prima di essere recuperata in un cassonetto e venduta all’amoroso e squattrinato acrobata Manole, che la chiama Ana. Ma questo periodo di benessere si conclude a causa dell'ambizione frustrata del suo padrone ("nei cani, la felicità è l'opposto di quella degli uomini: vogliamo che le cose rimangano esattamente come sono, mentre gli uomini vogliono sempre qualcos'altro: lo chiamano sognare, io lo chiamo non saper essere felici").

Vagabonda, la nostra cagnetta viene poi raccolta e protetta dal gentile Istvan che la ribattezza Sara e dà un nuovo significato alla sua vita, ma presto scopre l'ambivalenza degli umani attraverso la vecchia madre sofferente dell'uomo e sua moglie frivola e gelosa. Sfuggita alle maglie del canile ("non avevo la minimo voglia di morire"), verrà trovata e adottata da Solange, una bambina che decide di chiamarla Marona e crescerà in una famiglia composta da una madre single, un nonno scontroso e il gatto Martzofel. Un lungo periodo in cui continuerà a riempire la sua "piccola scatola di felicità, di gioie brevi, intense e definitivamente perdute" perché "la vita mi aveva mostrato fin troppo chiaramente che la felicità non è che un intervallo tra un momento doloroso e l’altro".

Accattivante e toccante, divertente e commovente, Marona's Fantastic Tale è una fiaba moderna semplice e sottile (la sceneggiatura è scritta da Anghel Damian) sull'amore e la morte e sui diversi toni che caratterizzano le varie età dell’esistenza umana. Un filo universale che la regista tesse con arte, con una ricchezza grafica molto ispirata e di grande bellezza (opera del fumettista belga Brecht Evens, della norvegese Gina Thortensen e dell'italiana Sarah Mazetti) ben accompagnata dalla musica del francese Pablo Pico.

Prodotto dai rumeni di Aparte Film, i francesi di Sacrebleu Productions e i belgi di Minds Meet, con il sostegno di Eurimages e l’Aiuto ai cinema del mondo del CNC, Marona's Fantastic Tale è venduto nel mondo da Charades.

(Tradotto dal francese)

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